Paul Auster e la filosofia del gioco: tra caso, libertà e abilità

Il rapporto tra l’essere umano, la scelta e l’imprevedibilità degli eventi è un tema letterario e filosofico di grande fascino, esplorato magistralmente da autori come Paul Auster. Nel suo celebre romanzo “La musica del caso”, Auster costruisce una narrazione avvincente che usa il gioco come metafora per indagare le dinamiche che legano la libertà individuale al determinismo del destino. Il protagonista, Jim Nashe, è un uomo che, dopo aver perso la famiglia e il lavoro, riceve un’eredità inaspettata. Anziché investire il denaro, decide di tagliare i ponti con il passato e di iniziare un viaggio senza una meta precisa attraverso gli Stati Uniti, consumando i suoi risparmi con l’unico scopo di continuare a muoversi, in attesa che un evento esterno dia una nuova direzione alla sua esistenza.

Questa ricerca di un’interruzione, di uno scontro con il caso, si concretizza nell’incontro fortuito con Jack Pozzi, un giovane e impulsivo giocatore di poker professionista. Pozzi ha un talento naturale per il gioco ma è stato appena derubato e non ha i fondi per partecipare a una partita potenzialmente molto redditizia contro due eccentrici e ricchissimi milionari. Vedendo in questa opportunità la scossa che stava cercando, Nashe decide di finanziare Pozzi, legando il proprio destino a quello del giovane giocatore e, soprattutto, all’esito di una singola partita di poker. La spirale di eventi che ne consegue trasformerà radicalmente le loro vite, dimostrando come una scelta compiuta in un contesto di incertezza possa condurre a conseguenze ineluttabili e drammatiche.

Dal romanzo alla filosofia: l’interpretazione del caso

L’idea di una ” musica del caso “, suggerita dal titolo di Auster, è stata ripresa e approfondita dal filosofo Andrea Tagliapietra. Secondo il suo pensiero, il caso non dovrebbe essere interpretato come semplice rumore o caos privo di significato. Al contrario, esso rappresenta una forma di senso, una sorta di partitura che, pur non essendo predeterminata, possiede una sua logica interna che può essere ascoltata e compresa. Questa metafora capovolge la percezione comune del caso come forza cieca e irrazionale, suggerendo invece che l’interazione con esso richieda una forma di ascolto attivo e di interpretazione, proprio come farebbe un musicista con una melodia improvvisata.

Il gioco, in quest’ottica, diventa il terreno privilegiato in cui gli individui scelgono deliberatamente di confrontarsi con l’incertezza. Come sottolinea Andrea Tagliapietra, nessun individuo giocherebbe se l’esito fosse già noto in partenza. L’atto stesso di partecipare a un gioco è una potente affermazione di libero arbitrio, un modo per ritagliarsi uno spazio di autonomia rispetto alla catena di cause ed effetti del mondo della necessità. È la libertà di entrare in un’arena simbolica dove le regole sono chiare ma l’esito è aperto, distinguendo radicalmente il caso all’interno del gioco dalle infinite casualità non scelte della vita quotidiana.

Il poker come arena di abilità e strategie

Il poker è un esempio perfetto di questa dualità. Da un lato, la fortuna è un elemento innegabile, rappresentato dalle carte che vengono distribuite a ogni giocatore. Tuttavia, l’ascesa globale del gioco, visibile anche nella crescente accessibilità offerta dai siti poker online, ha dimostrato come a livelli competitivi la fortuna sia solo uno dei tanti fattori. Il poker, infatti, si rivela una disciplina complessa che richiede abilità strategica, calcolo delle probabilità, gestione del rischio e una profonda comprensione della psicologia umana. Giocare bene a poker non significa solo sperare in una buona mano.

I giocatori più abili non sono quelli che ricevono le carte migliori, ma coloro che sanno “ascoltare” la partita. Essi interpretano il comportamento degli avversari, valutano le informazioni disponibili e prendono decisioni calcolate per massimizzare i guadagni e minimizzare le perdite. In questo senso, eccellere nel poker significa proprio imparare a decifrare la ” musica del caso “, trasformando l’incertezza da ostacolo a risorsa strategica. L’abilità non sta nell’eliminare il caso, ma nel saperci danzare insieme, sfruttando le aperture che esso concede.

Questa dinamica riflette la più ampia funzione simbolica del gioco, descritta da Tagliapietra come un “far finta che”. Giocando, creiamo mondi paralleli con regole proprie, cornici all’interno delle quali possiamo sperimentare, metterci alla prova e agire “come se” fossimo padroni della situazione. Questa attività simbolica permette di elaborare l’incertezza del reale, soddisfacendo quella che il filosofo definisce una profonda “sete d’esperienza”. È l’impulso a sentirsi, anche solo per un istante, sovrani del proprio destino, un tema che riecheggia la ricerca iniziale di Jim Nashe nel romanzo di Auster.

“La musica del caso” si rivela molto più di un avvincente thriller psicologico. È un’opera che, attraverso la lente del gioco, invita a una profonda riflessione sul nostro rapporto con l’ignoto. La storia di Nashe e Pozzi incarna la tensione tra la libertà di scegliere e la fatalità delle conseguenze, mostrando come il gioco possa essere un microcosmo dell’esistenza stessa. Un’arena dove caso e abilità si intrecciano, e dove l’essere umano cerca costantemente di trovare un senso, una strategia e un momento di controllo nell’imprevedibile flusso degli eventi.

 

Hashish nella musica: un viaggio tra note, epoche e trasgressione

La musica ha sempre avuto un ruolo di specchio e amplificatore della società, raccontando storie di evasione, ribellione e sperimentazione personale. Tra i temi più ricorrenti, l’hashish e la cannabis hanno trovato spazio nei testi di artisti che, in modi diversi, hanno trasformato un’esperienza individuale in un fenomeno collettivo. Questo viaggio tra brani celebri, italiani e internazionali, mostra come la musica abbia saputo fondere arte, cultura e provocazione.

Canzoni internazionali che hanno fatto storia

Negli anni ’60 e ’70, in pieno fermento culturale, molti artisti hanno scelto di affrontare il tema senza mezzi termini.

  • “Got to Get You Into My Life” – The Beatles (1966): Paul McCartney svelò che non si trattava di una canzone d’amore classica, ma di un vero omaggio alla cannabis, descritta come un ponte verso nuove percezioni.
  • “Rainy Day Women #12 and 35” – Bob Dylan (1966): il celebre ritornello “Everybody must get stoned” divenne un mantra generazionale, più esplicito di quanto la censura dell’epoca potesse tollerare.
  • “One Toke Over the Line” – Brewer & Shipley (1970): un brano country-folk che celebra con ironia l’essere “oltre il limite”, simbolo della controcultura hippie.
  • “Sweet Leaf” – Black Sabbath (1971): potente e diretto, con riff che hanno trasformato l’elogio dell’erba in un inno heavy metal.

Negli anni successivi, artisti come Cypress Hill con “Hits From the Bong” e Afroman con “Because I Got High” hanno portato il tema in chiave più ironica e urbana, riflettendo nuove identità musicali.

L’Italia e l’ironia della trasgressione

Nel panorama italiano, la cannabis è stata spesso affrontata con satira e doppi sensi, intrecciandosi a contesti sociali e politici:

  • Stefano Rosso – “Una storia disonesta” (1976): celebre per il verso “Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello”, tra i primi riferimenti diretti nel nostro Paese.
  • Eugenio Finardi – “Legalizzatela” (fine anni ’70): un invito esplicito, figlio di un’epoca di lotte e rivendicazioni.
  • Sangue Misto – “La Porra” (1994): manifesto hip-hop di strada, diretto e realistico.
  • Articolo 31 – “Ohi Maria” (2001): una dichiarazione d’amore in codice rap, dove il linguaggio giocoso maschera poco l’argomento.
  • Neffa – “La mia signorina” (2001): metafora elegante e radiofonica che trasforma l’erba in una figura femminile.
  • J‑Ax – “Maria Salvador” (2015): pop e provocatorio, con riferimenti espliciti al THC, perfetto per un pubblico più mainstream.

Temi ricorrenti e significati nascosti

Le canzoni degli anni ’60 e ’70 associavano la cannabis a espansione mentale e ribellione culturale, specchio di un’epoca psichedelica e rivoluzionaria. In Italia, invece, si preferiva un tono più sociale e ironico, spesso legato a rivendicazioni politiche. Con gli anni 2000, il linguaggio è diventato più leggero e simbolico, trasformando l’hashish in una citazione quasi pop, più giocosa che sovversiva.

Le radici: dal jazz al presente

Non molti sanno che già negli anni ’30 e ’40 esistevano brani come “Chant of the Weed” di Don Redman, che anticipavano, in chiave jazz, quell’aura di mistero e trasgressione poi esplosa nel rock e nell’hip-hop.

Dall’hashish all’hash CBD

Oggi, l’associazione tra musica e cannabis si è trasformata. Prodotti come l’hash CBD, privi di effetti psicoattivi, riflettono una visione più consapevole e legale della pianta, segnando un netto distacco dall’immaginario ribelle del passato.

Conclusione: note di libertà

Dai riff psichedelici dei Beatles alle barre hip-hop di J‑Ax, l’hashish non è stato solo un tema musicale: è stato un simbolo di libertà, rottura e ricerca di sé. La musica, attraverso questi brani, ha raccontato l’evoluzione di un fenomeno culturale, trasformando l’atto di fumare da gesto underground a icona pop.

Assisi e il Calendimaggio: storia di una festa di cultura e tradizione

Programmate un viaggio in Toscana in primavera? Allora dovete assolutamente dare
un’occhiata alla lista di alberghi ad Assisi per il primo giovedì, venerdì e sabato successivo al 1° maggio. È in queste date, infatti, che tradizionalmente si tiene il Calendimaggio (anche scritto Kalendimaggio), la festa popolare più sentita della città, un evento spettacolare che mischia folklore, costumi medievali e sana rivalità tra residenti.

Curiosi di saperne di più?

La prima cosa da sapere sulla manifestazione è che coinvolge due “Parti”, quelle che
dividono la città in due da centinaia di anni. La prima, chiamata Nobilissima Parte de Sopra, comprende i Sestieri di Porta Moiano, S. Rufino e Porta Perlici, ed è contraddistinta da uno stemma che raffigura due gatti rampanti che sorreggono un castello (colore dominante: blu).
La seconda, invece, si chiama Magnifica Parte de Sotto: racchiudi i Sestrieri di Porta San Giacomo, Porta San Francesco e Porta San Pietro e il suo stemma comprende una torre che affaccia su campi verdi attraversati da acqua azzurra (colore principale: rosso). La lotta tra le due Parti è in grande equilibrio: dal 1954 hanno infatti totalizzato 30 palii a testa (in quattro edizioni nessuno ha prevalso).

Ma in che modo si svolge la sfida?

Beh, attraverso una complessa serie di prove che comprende cortei in costume, scene medievali recitate, esibizioni musicali, poesie, giochi e non solo. A titolo esemplificativo, l’edizione 2017 è iniziata un giorno prima del solito, il mercoledì, con la Benedizione dei vessilli (ovviamente, ogni Parte in una chiesa diversa: quella di sopra a San Rufino, quella di sotto a San Francesco). Dopo una sfilata, si è proceduto con la lettura dei bandi di sfida, mentre alla sera sono state recitate le scene medievali. Il giovedì è stato il giorno dedicato ai giochi: il vincitore, come ogni anno, ha potuto eleggere la Madonna Primavera tra le giovani della sua fazione. Il venerdì invece è stato dato spazio all’intrattenimento musicale, mentre al sabato, dopo altri cortei, si è arrivati al culmine con l’esibizione dei cori. Come sempre, ad assegnare la vittoria è stata una giuria internazionale, composta da uno storico, un musicologo e una personalità appartenente al mondo dello spettacolo (a prevalere è stata la Magnifica Parte de Sotto, N.D.R.).

Perché lo storico?

Perché il Calendimaggio di Assisi è, notoriamente, è tra le rievocazioni più rispettose della tradizione originaria, che è molto eterogenea: alcune delle consuetudini derivano addirittura dal paganesimo, altre sono invece più tipicamente medievali. La stessa
rivalità tra le due parti prende il via intorno al secolo XIV: quella di sopra era infatti di frangia Ghibellina, quella di sotto invece di propensione Guelfa.

Curiosi di partecipare? Scegliete una fazione, prenotate un hotel ad Assisi o dintorni ed entrate a far parte di questa meravigliosa storia centenaria!

Amedeo Minghi in ospedale

Era arrivato in Puglia proprio ieri per un concerto in località Porto Cesareo ma, sentitosi male, ha dovuto ricorrere alle cure dei medici del nosocomio del capoluogo salentino. Vediamo nel dettaglio. 

Cancellata l’esibizione a Porto Cesareo per Minghi

Era prevista per ieri l’esibizione di Amedeo Minghi in piazza a Porto Cesareo, ma è stata purtroppo cancellata a causa di un malore del cantautore. Il concerto ci sarà, ma a data da destinarsi. Annullata anche la prossima data, che era in programma in quel di Cortina D’Ampezzo.

Intossicazione alimentare probabilmente da mitili

E’ questa la diagnosi dei medici del nosocomio leccese. Sembra che il cantante, che proveniva dalla Calabria e che negli ultimi giorni aveva consumato diversi pasti presso vari ristoranti del meridione italiano, abbia forse ingerito qualche cozza non troppo buona. L’intossicazione che si è procurato è affatto di poco conto, tant’è che inizialmente la prognosi era riservata.

La prognosi sciolta in mattinata

I medici del Vito Fazzi di Lecce, dopo averlo sottoposto a cura antibiotica per tutta la durata della notte, hanno finalmente sciolto la prognosi in mattinata. Ora il cantautore dovrà terminare le cure, bere molto e riposare. Quest’ avventura non ci voleva!

 

Attendiamo nuova data

Augurando ad Amedeo Minghi una pronta guarigione, attendiamo di vederlo in concerto in Puglia a Porto Cesareo quanto prima. Speriamo che non debba più avere spiacevoli avventure con le cozze e che torni preso sul palco a deliziarci con le sue più belle hit.

Totti al mare, passaggio in acqua da fuoriclasse

Nonostante l’addio al calcio giocato, Francesco Totti non smette di dimostrare all’Italia intera ed ai suoi fan di essere un vero fuoriclasse. Ce ne ha dato prova anche un paio di giorni fa quando, a bordo di uno yacht, ha eseguito un impeccabile passaggio di palla verso un’altra imbarcazione. 

L’addio al calcio giocato dopo 25 anni di carriera

Amante del pallone sin dall’età di 7 anni, Francesco Totti è stato per la bellezza di 25 anni uno dei grandi protagonisti del calcio italiano. Il suo esordio nel calcio avviene a soli 13 anni, ed a soli 16 anni esordisce in serie A. Il suo legame a doppio filo con la Roma, della quale è stato da sempre il capitano, è noto a tutti, tifosi e non, così è noto a tutti il suo carattere semplice e spontaneo, umano e diretto. Il suo addio al calcio è giunto al “momento giusto”, anche se molti di noi avrebbero voluto vederlo in campo ancora un pò.

Ecco il video del discorso di addio di Totti al calcio

Se ancora non l’avevate visto, ecco il video dell’addio di Francesco Totti al calcio. Un addio commosso e dispiaciuto, ma di dovere. Totti rimarrà comunque alla Roma e lavorerà in qualità di dirigente. Vediamo il video:

Nuovi calci al pallone, al mare!

Ora che il momento della commozione e delle lacrime è passato, Francesco Totti si rilassa a Ponza in compagnia di amici e, tra un tuffo e l’altro, si diverte anche un pò con il pallone. Avevamo dubbi che su uno yacht in mezzo al mare Totti non si portasse un pallone? Probabilmente se lo porta ovunque!

Ecco il video del calcio al pallone in mezzo al mare: naturalmente impeccabile!

Francesco Totti, l’uomo dei grandi numeri

Insomma, dopo 334 gol e 25 anni sulla cresta dell’onda, oggi Francesco Totti ci regala ancora qualche numero!

Lampadari moderni per case sempre più accoglienti

Lampadari moderni LoveTheSign

Spesso si tende a trascurare il lampadario come elemento d’arredo capace di stare al passo coi tempi, andando invece a preferire altre forme di illuminazione, quali le piantane, le appliques o i faretti, che invece vengono visti come elementi d’arredo moderni, giovani e capaci di essere più spiritosi. Ma non è così!

Lampadari moderni come elementi d’arredo

Anche il lampadario inteso nel senso classico, ovvero come elemento avente come scopo l’illuminazione di un ambiente pendente dal soffitto, può essere assolutamente moderno ed al passo coi tempi. Anzi, un lampadario moderno, se ben collocato, può dare enfasi ad un ambiente altrimenti privo di carattere, ponendosi come elemento d’arredo. Forme, colori, luci prendono vita sotto le mani dei più sapienti ed aggiornati designer e si trasformano in splendidi lampadari moderni, perfetti per fare sfoggio di loro stessi quando cala la sera.

Lampadari moderni per ambienti classici

Qualunque ambiente può prendere vita se abbellito con un lampadario moderno! Anche se la tua casa è arredata con un tipo di mobilio classico, in arte povera per esempio, inserire un lampadario moderno può andare a creare quel momento di rottura capace di svecchiare, rallegrare e rinnovare l’atmosfera. La commistione tra classico e moderno, d’altronde, è sempre più di moda. Acquista un lampadario moderno ed inseriscilo in un ambiente classico. L’esito sarà sorprendente!

Lampadari moderni per creare punti luce dedicati

I lampadari più fantasiosi, dotati di mille luci o di tanti bracci diversi, di contrappesi, di dettagli in vetro e dalle forme più bizzarrie sono perfetti per un ingresso di casa o per illuminare con stile un bel tavolo da pranzo. Non c’è niente di più bello, infatti, di rallegrare e donare stile ad un cupo ingresso di casa con un lampadario moderno, divertente e capace di dare luce agli angoli spesso più lontani dalle finestre. I tuoi ospiti, appena entrati in casa tua, non potranno far altro che alzare lo sguardo e notare il tuo lampadario, frutto di buon gusto e di senso dello stile! Ancora, non c’è niente di meglio di far sedere i propri ospiti attorno ad un grande tavolo opportunamente illuminato. Ricorda: anche la luce arreda!

Scegli il tuo lampadario moderno e di design, ed arreda con “poco”!

Concludendo, non occorre spendere un patrimonio in arredi costosi per avere una casa spiritosa, moderna ed al passo coi tempi. Ti basterà acquistare pochi pezzi di design ben pensati e ben selezionati, come lampadari moderni, tendaggi, tappeti o altri elementi che spicchino negli ambienti dove andrai a collocarli. Ti diamo un consiglio: sfoglia la selezione di lampadari LoveTheSign, e trova comodamente da casa il lampadario perfetto per il tuo ambiente, sia esso un corridoio, un salone, una camera.

Pryma, esclusive cuffie Made In Italy

Pryma

Che noi italiani siamo i re indiscussi del fashion e del buon gusto, questo si sapeva. E si sapeva anche che siamo copiati ed imitati praticamente in tutto il mondo. Da oggi, la nostra eleganza ed il nostro stile inconfondibile si estendono e si fondono anche con il mondo dell’high-tech. Nasce così Pryma, l’unica cuffia capace di coniugare tecnologia e stile sotto il segno del Made In Italy.

Dettagli estetici super: ecco le cuffie Pryma

Prodotta da Sonus Faber, nota azienda dedita alla produzione di diffusori acustici di fascia alta, Pryma è una cuffia dai singolari padiglioni – morbidi e confortevoli all’interno, in leggera e resistente fibra di carbonio all’esterno – di forma pentagonale, contro i più tradizionali e già visti padiglioni tondeggianti delle comuni cuffie in commercio. I padiglioni sono disponibili in bianco, nero o grigio, mentre le cromature possono essere selezionate tra colore argento, color oro giallo o color oro rosa. Pryma è realizzata in pelle esclusivamente italiana e di altissima qualità: disponibile nei colori nero, marrone e bordeaux, la cuffia ricorda, sull’archetto, la fattura di una cintura da uomo.

Eleganti, abbinabili al proprio stile

L’idea, insomma, è quella di poter personalizzare la propria cuffia, scegliendo i particolari che meglio si addicono al nostro gusto ma anche al nostro stile nel vestire. Un accessorio a tutti gli effetti dunque, da abbinare en pandant alla borsa o valigetta, alle calzature ed a molto altro.

High-Tech di prima qualità

Passando agli aspetti tecnici, la resa audio è ovviamente ottima, come quella di tutti i prodotti nati in casa Sonus Faber. La cuffia è frutto di ore ed ore di lavoro e di test condotti dagli esperti Sonus Faber: include un driver audio eccellente, ed è realizzata con materiali di primissima qualità. Testimonial della cuffia Pryma è Beyoncè, che ha scelto di indossare l’esclusiva cuffia italiana in uno dei suoi video musicali.

La cuffia è acquistabile in molte varianti differenti all’indirizzo www.pryma.com

Aida, uno degli e-book piu’ interessanti sul marketing

Vi permetterà di capire cosa vogliono veramente i vostri clienti

Aida, ebook di marketing

Ci sono molti e-book interessanti sul marketing, ma sicuramente uno dei più professionali ed al tempo stesso uno dei più semplici è “Aida”.

Angelo Bandiziol è l’autore di questa interessante guida. Non sapete come vendere? O più semplicemente volete migliorare le vostre abilità? Ecco a voi “Aida”.

“Non è semplice trattare l’argomento senza usare paroloni o inglesismi vari –commenta uno dei lettori – imbattendosi in formule ed esempi ormai datati. Questa guida non ne ha, perché credo che l’intento sia quello di trattare l’argomento in maniera rapida ed essenziale”

Questo e-book vi permetterà di capire cosa vogliono veramente i vostri clienti, requisito fondamentale per chi vuole vendere. Se vuoi dare forma a una strategia vincente per la vostra attività, perché non investire un po’ di tempo leggendo le 144 pagine di “Aida”? Breve ed interessante, vi farà scoprire il vasto mondo del marketing senza troppi giri di parole.

Lo si può scaricare visitando il sito Espressotriplo, in pochi passaggi avrete la vostra guida pratica per

il successo del lavoro che state effettuando, qualsiasi esso sia.

Vi aiuterà a scegliere il prezzo giusto per il vostro prodotto e vi darà innumerevoli consigli utili sullo psicomarketing, campo in cui si uniscono psicologia e marketing. Angelo Bandiziol vi offre la possibilità di essere unici e di capire le strategie e le tecniche migliori per essere professionali. Non solo vi farà capire come far conoscere il vostro business e come dare un’immagine chiara di voi.

Ci sono molti e-book interessanti sul marketing, però “Aida” è unico e innovativo, un punto di partenza per migliorare il lavoro che state svolgendo.

 

L’illuminazione di casa: quando la luce arreda

illuminare_la_Casa_comeL’illuminazione interna: praticità e carattere in un’unica mossa

Se non siete addetti ai lavori nel campo dell’arredamento, probabilmente potrebbe sfuggirvi l’importanza dell’illuminazione nel donare non solo la corretta luminosità, ma anche un determinato carattere ai vari ambienti di un’abitazione. E’ importante dunque valorizzare i differenti angoli di una casa in funzione dell’uso che si vuole fare di essi o dell’atmosfera che si desidera creare. Angoli per così dire “morti” di casa, poco sfruttati e sostanzialmente ignorati perchè non destinati ad alcun uso specifico, possono riprendere vita se sottolineati, incorniciati ed abbelliti dalla giusta illuminazione: ed ecco dunque che un corridoio può rianimarsi, così come un angolino buio può trasformarsi in una nicchia elegante e luminosa, dilatandosi ed acquisendo un carattere originale e del tutto inaspettato. Analogamente, anche soprammobili, vasellame, quadri, così come piante da appartamento possono trasformarsi in veri e propri protagonisti dei vostri ambienti, se opportunamente illuminati e messi in risalto. Grazie all’illuminazione dunque, la vostra abitazione può diventare non solo più luminosa, ma anche ulteriormente elegante, accogliente e sofisticata su Lovethesign.com possiamo vedere numerosi esempi.

Tipologie e stili: quando l’illuminazione interna arreda

In fatto di illuminazione interna, le soluzioni sono le più disparate: possiamo indicare quattro macrocategorie, ovvero l’illuminazione a sospensione, l’illuminazione da parete, l’illuminazione da tavolo e l’illuminazione da terra. Si tratta di tipologie differenti di illuminazione, basate su supporti più o meno essenziali o elaborati, colorati oppure interamente strutturati in metallo, legno o altri materiali. Soffermatevi a ragionare sulla scelta sia della tipologia di illuminazione che fa per voi, sia sullo stile che vi piace di più. Se volete creare un’atmosfera accogliente e discreta nel vostro salotto, potreste optare per una soluzione di illuminazione da terra. L’illuminazione a sospensione è invece l’ideale per gli ambienti che necessitano di luce ma anche di grande praticità, come la cucina. Opterete invece per l’illuminazione da tavolo nel vostro studio, su una scrivania o scrittoio. L’illuminazione da parete, tramite appliques o faretti, è perfetta invece per corridoi, ma anche librerie ed angoli della casa che necessitano di essere opportunamente sottolineati. Per ciò che concerne lo stile invece, siete liberi di fare le scelte che meglio si addicono ai vostri gusti ed al vostro carattere. Nessuno vi vieta di accostare con libertà e fantasia il classico al moderno, il monocolore al multicolore, e di giocare come meglio credete con un mix and match di materiali. E se avete dubbi, non vi resta che sfogliare qualche rivista o sito internet di settore, onde prendere spunti sul da farsi.

Testo Scintille Annalisa Scarrone

Annalisa ScarroneSi chiama Annalisa Scarrone ed è una delle più belle rivelazioni uscite dal noto talent show Amici diretto e condotto da Maria De Filippi.

Molti di voi la conosceranno già, molti altri invece avranno modo di conoscerla proprio nei prossimi giorni, in occasione del Festival di Sanremo 2013. La giovane cantante di Savona ha infatti deciso di partecipare in qualità di concorrente all’imminente festival.

Come sapete, i brani con i quali i concorrenti parteciperanno alla nota kermesse canora quest’anno sono due. Annalisa si presenterà con due singoli estratti dal nuovo album presto in uscita: l’album si intitolerà Non so Ballare, che è anche il titolo del singolo primo estratto, mentre il secondo brano che avremo occasione di ascoltare e conoscere a Sanremo si intitola Scintille, le scintille di un amore appena nato.

Scintille parla infatti d’amore, ed è una canzone che evidentemente è dedicata ad un amore vero, perchè proprio in una recente intervista la giovane cantante ha affermato di essere innamorata.

Ma le curiosità non finiscono qui: oltre ad Annalisa parteciperà al Festival anche Chiara Galiazzo, la vincitrice padovana di XFactor 2013. Le due sono amiche sin da quando non erano famose e si incrociavano qua e là tra un provino e l’altro; è curioso che il destino le abbia volute riunire entrambe sullo stesso palcoscenico del famoso Teatro Ariston di Sanremo, ed essendo entrambe giovani e particolarmente talentuose, ci auguriamo che il festival vada per il meglio per entrambe.

Scintille è una canzone che parla dei piccoli grandi ricordi che rendono speciale una vita vissuta, come la vista di un arcobaleno dietro un finestrino, i ricordi delle favole e delle estati da bambino, i regali di Natale scartati e gli scherzi di Carnevale, e poi i primi amori, il tutto in una canzone da dedicare interamente a qualcuno di davvero speciale.

Testo Non so ballare Annalisa Scarrone

Annalisa Scarrone 2La rivelazione di Amici 2010 Annalisa Scarrone si presenta quest’anno al Festival di Sanremo 2013 con due brani inediti.

Nel corso dell’edizione 2010 del noto talent di Maria De Filippi la cantautrice si è classificata seconda portandosi a casa anche il premio della critica e sorprendendo tutti per la sua straordinaria voce.

Oggi, dopo la bellezza di due album e sei singoli in appena tre anni, rivediamo la giovane cantautrice pronta a calcare per la prima volta il calco della kermesse musicale più famosa d’Italia. I due brani con i quali Annalisa si presenterà sono Non so ballare e Scintille. Nel corso della serata del 15 febbraio del Festival di Sanremo invece, quella dedicata alla Sanremo Story, Annalisa si esibirà nel brano Per Elisa di Battiato.

Non so ballare sembra essere la storia di un’amore a prima vista, di una ragazza che a prima vista si innamora e sente le farfalle nello stomaco, pur non sapendo o non volendo ballare, per timidezza o discrezione.

Fino ad oggi Annalisa Scarrone ha pubblicato, come già detto, due album: Nali e Mentre tutto cambia. A seguito della partecipazione al Festival di Sanremo 2013, uscirà invece un terzo album, dal titolo Non So Ballare, tratto proprio dal singolo che sarà presentato all’Ariston nei prossimi giorni.

Nel corso dei suoi primi tre anni di carriera, Annalisa Scarrone ha avuto modo di presentarsi e farsi conoscere al grande pubblico anche partecipando a differenti festival e tour itineranti, tra i quali il Festivalshow, il Radionorba Battiti Live, il Radio Italia Tour, il Sete di Radio Tour.

A seguito del Festival di Sanremo 2013, i fan di Annalisa Scarrone potranno incontrare la loro cantante del cuore il 18 febbraio alla Feltrinelli di Roma in Via Appia 417 a partire dalla 18.00, e il 22 febbraio invece alla Feltrinelli di Milano in Piazza Piemonte 2 alle ore 18.30.

Testo Onda che vai Almamegretta

AlmamegrettaOggi vi parliamo del secondo brano sanremese degli Almamegretta dopo Mamma non lo sa: il brano si chiama Onda che vai, e rappresenterà la seconda occasione per il popolo sanremese di conoscere ed ascoltare questo straordinario gruppo di origine partenopea che da oltre vent’anni ha un ruolo da protagonista alla scena musicale italiana e non solo.

Gli Almamegretta, per chi non lo sapesse, hanno una storia lunga ed articolata che ha visto alternarsi diversi componenti senza mai tuttavia perdere l’affetto e la stima dei loro fan. Da segnalare, nella storia degli Almamegretta, la collaborazione prestigiosa con i Massive Attack, il cui risultato è il noto brano Karmacoma (The Napoli Trip).

Ma veniamo a noi: vi proponiamo oggi il testo del brano Onda che vai, con il quale gli Almamegretta si presentano in qualità di concorrenti al Festival di Sanremo 2013. Onda che vai è una canzone dedicata al mare, a quel mare appena lambito dai venti Alisei, proprio di fronte alla costa de L’Avana.