Dopo nove anni di silenzio, la prima cosa che gli Skunk Anansie hanno fatto sentire al mondo è stata una canzone intitolata “My Ugly Boy”. Non è un dettaglio da poco: quando una band torna, il primo singolo è una dichiarazione di intenti, e questa comincia da un insulto affettuoso.

Il titolo è la canzone

“Il mio ragazzo brutto” è una formula che in italiano suona più dura di quanto sia in inglese, dove ugly può assumere una sfumatura confidenziale — quella con cui si nomina qualcosa di proprio proprio perché non è perfetto. È un modo di dire affetto passando dall’insulto, che è esattamente il registro emotivo di certe relazioni difficili.

La lettura che il brano suggerisce, e va detto che è una lettura e non una dichiarazione della band, è quella di un legame che non si difende con le parole nobili. Non c’è idealizzazione, non c’è il ritratto dell’amato: c’è qualcuno che si tiene stretto qualcosa di imperfetto e lo rivendica così com’è. È una posizione più adulta di quella di gran parte delle canzoni d’amore.

Chiamare qualcuno “il mio brutto” è un modo di dire che gli si vuole bene senza chiedergli di essere migliore.

Il primo singolo di un ritorno

Il brano esce il 16 agosto 2010, quasi un mese prima dell’album “Wonderlustre”, ed è il primo materiale nuovo della band dopo lo scioglimento del 2001. La reunion era arrivata nel 2009, ma un tour di vecchi successi e un disco nuovo sono cose diverse: qui la band doveva dimostrare di avere ancora qualcosa da dire.

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La scelta di aprire con questo pezzo dice come intendevano rispondere. “My Ugly Boy” è duro, diretto, con la chitarra in primo piano e la voce di Skin usata per intero: è la carta che rassicura chi temeva un ritorno ammorbidito. Il secondo singolo, Over the Love, avrebbe poi mostrato il lato opposto — trattenuto, quasi sussurrato — e insieme i due raccontano l’intera strategia del disco.

Firmato da chi lo suona

Il pezzo porta la firma di Skin, Ace e Cass, cioè della band stessa e non di autori esterni. È una precisazione che conta in un ritorno: molte reunion si appoggiano a professionisti della scrittura per confezionare un singolo che funzioni, e il risultato si sente sempre. Qui non è successo.

Si sente anche nel modo in cui il brano è costruito. Non ha la forma levigata del singolo pensato a tavolino — nessun ritornello che arriva al secondo trenta esatto, nessuna apertura studiata per la radio. Ha invece l’andamento di un pezzo nato provando in sala, che è poi il modo in cui questa band ha sempre lavorato.

C’è un rischio in questa scelta, ed è utile riconoscerlo. Un ritorno affidato a un pezzo poco addomesticato può passare inosservato: la radio preferisce ciò che sa già come trattare, e il pubblico occasionale ha bisogno di appigli immediati. Gli Skunk Anansie hanno accettato quel rischio, e la conseguenza si vede nei numeri — “My Ugly Boy” non è mai diventata un successo di massa. In cambio è rimasta credibile per chi la band la seguiva davvero, che nel 2010 era il pubblico che contava.

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Perché suona come loro

Il tratto riconoscibile degli Skunk Anansie è sempre stato il contrasto: un impianto rock duro attraversato da una voce che può passare dalla dolcezza all’aggressione in mezza battuta. In “My Ugly Boy” quel contrasto c’è tutto, e la scelta del tema lo rende coerente anche sul piano del testo — la tenerezza detta con parole ruvide è la stessa cosa, trasferita nelle parole.

È probabilmente la ragione per cui questo brano ha funzionato come biglietto da visita di un ritorno. Non prova a essere nuovo: prova a essere riconoscibile, e ci riesce senza sembrare una fotocopia di quello che la band faceva quindici anni prima.

Curiosità: nell’archivio storico di Airdave questa pagina ha 156 letture e 42 stampe. Sono numeri piccoli in assoluto, ma raccontano un pubblico preciso: chi nel 2010 seguiva ancora una band tornata dopo nove anni non era il pubblico di passaggio delle classifiche, era chi la aspettava.

Cosa resta

Quindici anni dopo, “My Ugly Boy” non è il pezzo che si nomina parlando degli Skunk Anansie — quel posto resta occupato dai brani degli anni Novanta, che avevano definito un suono e un’immagine. Ma è la canzone con cui la band è tornata a esistere, e quello nessun altro pezzo del catalogo può rivendicarlo.

Chi la cerca oggi di solito vuole capire il titolo, che è la cosa che incuriosisce per prima. La risposta è che non c’è nessun mistero da svelare: l’insulto è affettuoso, ed è tutto lì il senso della canzone.

Titolo: My Ugly Boy
Artista: Skunk Anansie
Album: Wonderlustre
Anno: 2010
Autori: Skin, Ace, Cass
Uscita come singolo: 16 agosto 2010, primo estratto del disco

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La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di My Ugly Boy, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina degli Skunk Anansie.