Una sera, a Los Angeles, Bruno Mars uscì con i produttori Mark Ronson e Jeff Bhasker e finì in un bar che aveva del vero moonshine sul menù — il distillato clandestino della tradizione americana. Lo bevvero tutta la notte. Poi, invece di tornare a casa, andarono dritti in studio, e da quella serata è nata una delle canzoni più raccontate di “Unorthodox Jukebox”.
Una notte di vero moonshine
Mars lo ha raccontato lui stesso a Rolling Stone: “Siamo usciti tutti una sera, e avevano del vero moonshine sul menù. L’abbiamo bevuto tutta la notte, poi siamo andati in studio.” Una volta lì, Bhasker si mise alla tastiera, Ronson iniziò a suonare una batteria elettronica che suonava come il Prince degli anni Ottanta, e Mars cominciò a urlare quello che sarebbe diventato il ritornello della canzone. Non è la solita leggenda da ufficio stampa costruita a posteriori: il nome del distillato bevuto quella notte è, letteralmente, il titolo del pezzo che ne è uscito.
Ronson, per inciso, arrivò a quella collaborazione da un punto di partenza inatteso: fu contattato mentre era in luna di miele a Zanzibar, e conobbe Mars di persona a Londra solo un mese dopo. Fu proprio Mars, al primo incontro, a mettere le cose in chiaro: voleva suonare “esattamente il contrario” di quello che ci si aspetterebbe da una collaborazione con Ronson — cioè non l’ennesimo pezzo revivalista, ma qualcosa di più personale.
Il verso che non voleva uscire
Il ritornello nacque in una sera, ma il resto no. Al gruppo — completato da Philip Lawrence, Ari Levine e Andrew Wyatt, frontman dei Miike Snow — servirono tre mesi per scrivere la seconda strofa: passata l’euforia di quella notte, l’ispirazione che aveva prodotto il ritornello in pochi minuti si era volatilizzata insieme all’alcol. È un dettaglio che ridimensiona il mito della canzone nata “di getto”: l’idea sì, ma il pezzo finito è costato mesi di lavoro a mente lucida, non una sola nottata fortunata.
Il ritornello è nato in una notte sola. Il resto della canzone ha impiegato tre mesi, passata l’euforia che l’aveva scritto.
Cosa significa davvero “moonshine” in questa canzone
Il termine in inglese ha una storia precisa: nasce dai contrabbandieri che nell’Inghilterra del Settecento trasportavano brandy di notte, “al chiaro di luna”, per evitare i dazi doganali, e passa poi a indicare il whisky illegale distillato clandestinamente negli Appalachi americani. Nella canzone di Mars diventa una metafora: il “moonshine” è il picco irripetibile di una relazione, il momento più intenso di un amore che non si riesce più a raggiungere di nuovo — la donna a cui la canzone si rivolge viene paragonata proprio a un liquore distillato, qualcosa che si prova a ricreare senza mai riuscirci del tutto, come un ricordo che si beve nella speranza che faccia ancora lo stesso effetto. È un immagine più elaborata di quanto il ritornello urlato lasci intuire al primo ascolto, ed è anche per questo che il pezzo regge meglio a un riascolto attento che come singolo da radio.
Un disco che guarda indietro agli anni Ottanta
“Moonshine” esce il 19 novembre 2012 come singolo promozionale di “Unorthodox Jukebox”, il secondo album di Mars, pubblicato il 7 dicembre 2012 da Atlantic Records. Il brano fonde pop, power pop e R&B con un’anima dichiaratamente retrò, e la critica lo ha paragonato più volte al Michael Jackson di metà carriera per come Mars e Ronson costruiscono groove e melodia. È lo stesso disco che, con “Locked Out of Heaven”, avrebbe portato Mars al numero uno delle classifiche mondiali: “Moonshine” resta una traccia più interna all’album, meno pensata per la radio, ma ne condivide lo stesso sguardo dichiarato agli anni Ottanta, la stessa attenzione al groove più che al ritornello immediato.
Un nome che è diventato anche un tour
Il titolo non si è fermato alla canzone. Il tour mondiale che accompagnò l’album, partito il 22 giugno 2013 dalla Verizon Center di Washington e concluso nell’ottobre 2014, si chiamò “The Moonshine Jungle Tour” — prendendo in prestito proprio il nome di questa traccia, non di uno dei singoli di punta come “Locked Out of Heaven” o “When I Was Your Man”. Un segno di quanto, dentro la band, quella nottata fosse rimasta un episodio fondativo più della classifica.
Curiosità: nell’archivio storico di Airdave Bruno Mars compare con 25 canzoni. “Moonshine” non è uno dei suoi brani più cercati in classifica, ma è uno di quelli con la storia meglio documentata dietro le quinte — merito, va detto, di un aneddoto che l’artista stesso ha scelto di raccontare in pubblico più di una volta.
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Moonshine, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Bruno Mars.
Titolo: Moonshine
Artista: Bruno Mars
Album: Unorthodox Jukebox (2012)
Uscita come singolo promozionale: 19 novembre 2012
Autori: Bruno Mars, Philip Lawrence, Ari Levine, Andrew Wyatt, Jeff Bhasker, Mark Ronson
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