Quando una band torna insieme dopo anni di silenzio, il primo disco che pubblica ha un compito ingrato: deve dimostrare che il ritorno serviva a qualcosa. “Over the Love” degli Skunk Anansie nasce esattamente in quella posizione scomoda, ed è il pezzo che risponde alla domanda meglio degli altri.

Il contesto: una band che si era fermata

Gli Skunk Anansie si erano sciolti nel 2001, all’apice di una notorietà costruita su un rock duro attraversato da temi politici e da una voce, quella di Skin, che non somigliava a nessun’altra nel panorama britannico di quegli anni. Il ritorno arriva nel 2009, e il primo album di materiale nuovo è “Wonderlustre”, pubblicato il 13 settembre 2010.

“Over the Love” ne è il secondo singolo, uscito l’8 novembre 2010 dopo “My Ugly Boy”. La successione dei due dice qualcosa sull’idea che la band aveva del proprio ritorno: prima il pezzo più aggressivo, quello che rassicurava chi temeva un ammorbidimento, poi questo, che invece si prende il rischio di rallentare.

Di cosa parla

Il tema è la fine di un legame guardata dal punto in cui non fa più male, o non dovrebbe. Non è una canzone di rabbia né di rimpianto: è quella zona intermedia in cui una persona si accorge di essere andata oltre, e non sa bene se sia una liberazione o una perdita.

È un territorio difficile da mettere in musica, perché non ha un gesto forte da rappresentare — nessuna porta sbattuta, nessuna riconciliazione. La scelta della band è affidarlo alla voce e non all’arrangiamento: gli strumenti restano indietro, controllati, e lasciano che sia l’interpretazione a portare l’ambiguità.

Non è una canzone sulla fine di un amore, ma sul momento in cui ci si accorge di esserne usciti — e non è detto che sia un sollievo.

La voce di Skin, senza la corazza

Chi conosce gli Skunk Anansie per i pezzi più duri degli anni Novanta si aspetta un certo tipo di prova vocale: potenza, urla controllate, tensione. Qui succede il contrario. Skin canta buona parte del brano trattenendo, e la forza arriva dal contrasto con quello che sappiamo che potrebbe fare.

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È una scelta che nel 2010 aveva un senso preciso. Una band che torna può cedere alla tentazione di rifare se stessa, più forte e più rumorosa, per dimostrare di non essere invecchiata. Qui hanno fatto l’opposto: hanno mostrato una cosa che nel repertorio precedente c’era poco, e l’hanno messa in singolo.

Conta anche chi la canta. Skin era diventata negli anni Novanta una figura riconoscibile prima ancora che si sentisse la sua voce — donna nera, testa rasata, in un rock britannico che di lì a poco sarebbe diventato uniforme e maschile — e quella presenza scenica aveva finito per definirla più della gamma vocale che aveva davvero. Un brano trattenuto come questo toglie di mezzo l’immagine e lascia solo il canto: è la cosa più difficile da fare per chi ha costruito un’identità visiva così forte, e forse la più necessaria dopo dieci anni di assenza.

Il disco intorno

“Wonderlustre” è un album più ampio e meno compatto dei lavori degli esordi, e la critica dell’epoca lo notò. La componente politica esplicita, che era stata un tratto distintivo, lascia più spazio a temi personali; il suono è più curato e meno graffiante.

Si può leggere come un ammorbidimento o come una maturazione, e onestamente dipende da cosa si cercava. Quello che è certo è che il disco non prova a fingere che i dieci anni di mezzo non siano passati — e “Over the Love”, con la sua rinuncia al gesto forte, è il pezzo in cui questa scelta si sente meglio.

Curiosità: nell’archivio storico di Airdave la pagina di questo brano è stata stampata trentasei volte. Erano gli anni in cui chi voleva capire un testo in inglese se lo portava via su carta, e trentasei persone hanno ritenuto che questo valesse la stampa.

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Cosa resta

“Over the Love” non è il pezzo che si cita per primo parlando degli Skunk Anansie, e probabilmente non lo sarà mai: quel posto è occupato dai brani degli anni Novanta, che hanno definito un suono e un’immagine. Ma è il pezzo che spiega meglio cosa fosse quel ritorno.

Una reunion che si limita a ripetere il passato dura una tournée. Questa canzone dice che la band aveva ancora qualcosa da dire su un terreno che prima non aveva battuto — ed è il motivo per cui, quindici anni dopo, gli Skunk Anansie sono ancora in attività invece di essere diventati un ricordo da festival nostalgico.

Titolo: Over the Love
Artista: Skunk Anansie
Album: Wonderlustre
Anno: 2010
Uscita come singolo: 8 novembre 2010, secondo estratto del disco

La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Over the Love, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina degli Skunk Anansie.