Prima di chiamarsi “Thriller”, la canzone più famosa di Michael Jackson si chiamava “Starlight” e aveva un ritornello completamente diverso. Il titolo che oggi tutti conoscono arrivò per ultimo, quasi per tentativi, e per mesi nessuno alla Epic Records era convinto che valesse la pena pubblicarla come singolo.
Il titolo che si chiamava Starlight
A scrivere il brano fu Rod Temperton, compositore britannico che aveva già firmato per Jackson “Rock With You” e “Off the Wall” sull’album del 1979. La prima versione della canzone si intitolava “Starlight”, con un ritornello che diceva “give me some starlight, starlight sun”. Quincy Jones, che produceva l’intero disco, voleva però un titolo più “misterioso” per il pezzo che avrebbe dato il nome all’album. Temperton provò prima “Midnight Man”, poi arrivò a “Thriller”: una parola che lui stesso, in seguito, ha ammesso “suonava terribile” quando la propose la prima volta. Funzionò solo dopo aver fatto pronunciare quella parola a Jackson davanti al microfono, più volte, finché non trovarono il modo giusto di scandirla — un dettaglio che oggi suona quasi comico, per un titolo diventato sinonimo dell’intero genere pop degli anni Ottanta.
Otto settimane a Westlake, con Quincy Jones
Il brano fu registrato nel 1982 ai Westlake Recording Studios di Los Angeles, con Quincy Jones alla produzione, nell’ambito delle otto settimane di lavorazione dedicate all’intero album “Thriller”. Era il quinto disco in studio di Jackson e il secondo con Jones al timone dopo “Off the Wall”: un sodalizio che in quegli anni stava ridefinendo cosa potesse essere un disco pop, tra arrangiamenti orchestrali, groove da discoteca ed effetti sonori presi dal cinema horror. L’apertura del brano, con la porta scricchiolante, i passi e l’ululato dei lupi, fu costruita a tavolino dal fonico Bruce Swedien: la porta venne noleggiata dagli archivi sonori della Universal Studios, mentre per l’ululato — dopo un tentativo fallito con il cane di Swedien, che semplicemente non collaborò — fu lo stesso Jackson a registrare la propria voce mescolata a versi di coyote. Un ingresso costruito con la stessa cura di un film horror, prima ancora di arrivare al primo verso cantato.
Il titolo che oggi identifica il disco più venduto della storia, all’inizio, secondo il suo stesso autore, “suonava terribile”.
Il monologo scritto in taxi
La parte più citata del brano — il monologo recitato a metà canzone — non era nei piani originali. Fu Peggy Lipton, moglie di Quincy Jones, a suggerire di contattare l’attore Vincent Price, star dell’horror classico. Temperton scrisse il testo del suo intervento nel taxi, la mattina stessa della registrazione, mentre andava in studio. Price lo incise in due sole take, e Jones ne parlò più tardi come di una performance “favolosa”. Un pezzo scritto di corsa, in macchina, per un attore ingaggiato all’ultimo minuto, è diventato il momento più imitato di tutta la canzone.
La canzone sui mostri che nessuno voleva pubblicare
Per mesi “Thriller” restò solo una traccia dell’album, senza alcun piano di uscita come singolo. Alla Epic Records la consideravano poco più di una “novelty song”, e il dirigente Walter Yetnikoff arrivò a chiedere apertamente: “chi vuole un singolo sui mostri?” La situazione cambiò solo a metà 1983, quando l’album — dopo mesi ai vertici della classifica — cominciò finalmente a scendere: pubblicare un nuovo singolo era un modo per rilanciarlo. “Thriller” uscì come settimo e ultimo singolo tratto dal disco, l’11 novembre 1983 nel Regno Unito e il 23 gennaio 1984 negli Stati Uniti. Arrivò al numero 4 della Billboard Hot 100 e al numero 10 nel Regno Unito, ma conquistò il primo posto in Francia, Spagna, Portogallo e nelle Fiandre — segno che, mostri o no, il pubblico l’aveva già fatta sua ben prima che un dirigente discografico se ne convincesse.
Un video da mezzo milione di dollari che cambiò tutto
Fu proprio il calo dell’album a mettere in moto anche il video, non solo il singolo. Quando “Thriller” scese dalla vetta della classifica, il manager di Jackson, Frank DiLeo, propose un cortometraggio “spaventoso” per rilanciarlo — anche se Jackson, di suo, avrebbe preferito qualcosa di più ingenuo, in stile Disney. Il risultato, scritto a quattro mani da Jackson e dal regista John Landis, costò 500.000 dollari — circa dieci volte il budget medio di un videoclip dell’epoca — e dura quattordici minuti, più vicino a un cortometraggio che a un video musicale. Nel 2009 è entrato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso americana, che lo ha descritto come il video musicale più famoso mai realizzato: il primo, in assoluto, a ricevere quel riconoscimento.
Curiosità: nell’archivio storico di Airdave Michael Jackson compare con 254 canzoni, e “Thriller” da sola totalizza 48.639 letture — fra le più consultate dell’intero catalogo dell’artista nel nostro archivio, segno di una domanda che la canzone continua a generare quasi mezzo secolo dopo essere stata scartata come “poco vendibile”.
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Thriller, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Michael Jackson.
Titolo: Thriller
Artista: Michael Jackson
Album: Thriller (1982)
Autore: Rod Temperton
Produttore: Quincy Jones
Uscita come singolo: 11 novembre 1983 (UK), 23 gennaio 1984 (USA)
che spettacolo…
non esistono commennti ,non ci sono parole ……non basterebbero.Abbiamo perso un tesoro………………………….mai piu’ nessuno come LUI.
forever MICHAEL………………………………………………………………………………..
stupendaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
nn ci sono parole!!!!!!!!!!!!!!!
che fica ….. la amo non perderemo un altro come lui