Il titolo più cercato di Renato Zero non arriva dagli anni del trucco e delle piume. È I migliori anni della nostra vita, con 19.759 letture: una ballata, incisa quando lui era in scena da due decenni. Subito dietro vengono Magari, con 15.600, e Cercami, con 13.928. Triangolo, che nell’immaginario collettivo funziona da manifesto, si fermi a 7.115. È un ribaltamento utile per chi deve entrare in una discografia che qui conta 373 canzoni e 37 album distribuiti tra il 1973 e il 2013: chi cerca i testi non parte dal personaggio, parte dalle canzoni lente.

Il punto d’ingresso: tre titoli, in quest’ordine

Se non lo conoscete, la tentazione è cominciare dal costume e dallo scandalo. Sbagliato, almeno come primo passo: si finisce per ascoltare un fenomeno televisivo invece di un autore. Partite da I migliori anni della nostra vita, che è il brano su cui si è formato il consenso trasversale, quello che tiene insieme chi lo seguiva dal 1973 e chi lo ha scoperto in televisione trent’anni dopo. Poi passate a Cercami: stessa idea di melodia larga, ma con l’impasto degli anni settanta, gli archi e un fraseggio più teatrale. Solo al terzo giro mettete Triangolo, e a quel punto capirete perché nel 1978 quel brano faceva discutere: arriva dopo aver ascoltato il cantante, non prima.

1973-1979: costruire un nome, album dopo album

La prima fase è la più compatta della carriera: sei dischi in sette anni, con una regolarità che oggi nessuno terrebbe. Ed è la fase in cui il nome d’arte diventa un mondo intero: tre titoli su sei contengono la parola Zero, come se il personaggio andasse dichiarato prima di essere raccontato.

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Per chi vuole approfondire senza disperdersi, il disco su cui insistere è Trapezio: dieci o undici brani per album, durate contenute, nessuna dispersione. Sono i dischi da cui provengono diversi titoli che ancora oggi restano tra i più letti, da Il carrozzone a Figaro.

1980-1984: gli anni in cui tutto diventa doppio

Poi qualcosa cambia nel formato. Tregua (1980) ha 18 tracce, Artide Antartide (1981) ne ha 20, Icaro (1981) 19, Via Tagliamento 1965/1970 (1982) di nuovo 18. Da dieci brani si passa quasi al doppio: è la stagione in cui la canzone non basta più e serve il progetto, l’affresco, la galleria di personaggi. Nel 1983 arriva invece Calore, con 4 tracce: un’oscillazione estrema tra il formato monumentale e quello brevissimo che in questa discografia si ripeterà.

Curiosità: via Tagliamento, a Roma, è l’indirizzo del Piper Club, il locale che negli anni sessanta fu la palestra della generazione beat italiana. Un album intitolato con una via e con un intervallo di date, 1965/1970, dichiara in copertina di essere un ritorno alle origini.

1986-1995: dal disco omonimo alla stagione dell’Imperfetto

Chi arriva a Renato Zero dalle ballate trova qui il terreno più familiare. È la fase in cui i titoli si fanno riflessivi — Soggetti Smarriti, La Coscienza Di Zero, L’Imperfetto — e in cui la mole torna a gonfiarsi: Prometeo (1991) è il disco con più brani del periodo, 21. Il 1991 vede uscire due album, come il 1981 e il 1984, e il 1993 ripete lo schema con un titolo lungo e uno brevissimo.

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Il passaggio da L’Imperfetto a Sulle Tracce Dell’Imperfetto, a un anno di distanza, è il modo più chiaro di capire come lavora: un disco genera il suo seguito, il tour genera un altro disco, il titolo si sdoppia. Succederà di nuovo con Amore Dopo Amore (1998) e Amore Dopo Amore – Tour Dopo Tour (1999).

1998-2013: il pubblico grande e gli archivi

La fase finale documentata qui è quella in cui la carriera si guarda allo specchio. Nel 2006 escono tre raccolte, Renatissimo! 1, Renatissimo 2 e Renatissimo 3; nel 2008 Zero Infinito arriva a 29 tracce, il numero più alto dell’intera discografia in archivio, dopo le 24 di Figli Del Sogno – Live del 2004. Ma è anche il periodo dei dischi nuovi che hanno riportato il suo nome nelle case di chi non lo seguiva: Il Dono (2005), Presente (2009), Puro Spirito (2011) e Amo (2013), che chiude l’arco.

I quindici testi più cercati, e cosa dicono

Messa in fila, la lista delle letture racconta un pubblico che cerca il Renato Zero cantante d’amore e d’amicizia molto più del Renato Zero provocatore. Le prime cinque posizioni sono tutte occupate da brani a struttura melodica ampia; il repertorio più teatrale compare, ma sotto.

  1. I Migliori Anni Della Nostra Vita — 19.759
  2. Magari — 15.600
  3. Cercami — 13.928
  4. Amico — 10.471
  5. Buon Compleanno — 8.963
  6. Triangolo — 7.115
  7. Nei Giardini Che Nessuno Sa — 6.754
  8. Il Cielo — 5.111
  9. Spiagge — 4.563
  10. La Favola Mia — 3.543
  11. Più Su — 3.091
  12. Figaro — 3.011
  13. Il Carrozzone — 2.787
  14. Il Maestro — 2.536
  15. Baratto — 2.146
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Notate lo scarto: tra il primo e il quindicesimo titolo la distanza è enorme, e già dopo la quinta posizione i numeri si dimezzano. È il profilo tipico di un artista con un canone ristretto molto forte e un catalogo profondo che resta da scoprire. Con 373 canzoni archiviate, quindici titoli sono una porta, non la casa.

Renato Zero è entrato nella memoria collettiva come personaggio, ma nella memoria privata delle persone come autore di ballate: la classifica delle letture mette in fila esattamente questa differenza.

Il percorso, alla fine, è semplice: si entra dalle ballate, si risale ai dischi degli anni settanta per capire da dove vengono, e solo dopo si affrontano i doppi album degli anni ottanta, dove sta la parte meno battuta del catalogo. La pagina completa di Renato Zero raccoglie tutti i 37 album, e per il salto nel formato monumentale il punto di partenza migliore resta Artide Antartide.