Feste di schiuma, un odore rimasto addosso, la pioggia che passa: Una carezza di Zucchero è fatta di ricordi piccoli, quasi sensoriali, che tornano senza essere chiamati. Il ritornello, in inglese, dice una cosa sola e la ripete fino alla fine. È una canzone d’amore, ma non nel senso che ci si aspetterebbe: Zucchero l’ha dedicata a sua madre.
L’inedito di Live in Italy
Il brano esce come singolo il 24 ottobre 2008, e in quelle settimane è già in rotazione nelle radio italiane. È l’unico inedito di Live in Italy, il progetto dal vivo pubblicato in tutto il mondo il 28 novembre 2008 in doppio CD e doppio DVD, con i concerti del tour mondiale che Zucchero aveva portato in giro dal 2007, compresa l’Arena di Verona.
Mettere una canzone nuova dentro un disco dal vivo è una scelta che dice molto: fra i successi di una carriera intera, l’unico pezzo inedito è un brano intimo, lento, lontano dal blues sanguigno che il pubblico si aspetta da lui. Una pausa, più che una festa.
La dedica a Rina
La canzone è dedicata alla madre di Zucchero, Rina Bondavalli in Fornaciari. Letta con questa chiave, ogni immagine del testo cambia di peso. L’odore che segue come una piuma, le feste di schiuma, la pioggia: sono i ricordi di un figlio, più che quelli di un innamorato. E l’amore del ritornello, un amore che continua, diventa quello che non si esaurisce mai, quello che resta quando tutto il resto è passato.
Anche la scelta delle immagini è rivelatrice. Non ci sono grandi eventi né ricordi eroici: ci sono una festa, un profumo, un temporale. Sono i dettagli che restano di un’infanzia, quelli che non si decide di ricordare e che tornano da soli, magari in un giorno qualunque, per un odore sentito per strada. Zucchero li mette in fila senza spiegarli, e lascia che chi ascolta ci riconosca i propri.
Il cuore del brano sta in un verso che dà il titolo alla canzone: il ricordo mi segue come una carezza. Non un ricordo che pesa o che fa male, ma uno che accompagna, leggero, come un gesto affettuoso che si ripete. È un modo molto preciso di descrivere la memoria di una madre: non un’assenza da riempire, ma una presenza che non se ne va.
Un ritornello in inglese
Le strofe sono in italiano, il ritornello no. La scelta non è nuova per Zucchero, che da sempre mescola le due lingue e che in quegli anni si rivolgeva a un pubblico internazionale. Qui però l’inglese ha anche un altro effetto: separa le immagini concrete dei ricordi, raccontate in italiano, dalla dichiarazione che le tiene insieme, detta in una lingua diversa, quasi più pudica.
Fra le strofe c’è anche il verso più malinconico del brano, mi manchi e tu non passi mai: la pioggia passa, la persona che manca no. La canzone lascia aperto cosa voglia dire, e non è necessario chiuderlo. Resta il senso di una distanza, geografica o di tempo, che l’affetto attraversa senza fatica.
In Una carezza il ricordo non è un peso da portare: è qualcosa che segue senza farsi sentire, come la mano di una madre sulla testa di un figlio già grande.
Prima di lui, la figlia Irene
La storia del brano ha un altro passaggio familiare. Prima che Zucchero la incidesse per Live in Italy, “Una carezza” era stata registrata dalla figlia Irene Fornaciari, che l’aveva inserita nel suo album d’esordio, “Vertigini in fiore”, uscito il 27 aprile 2007. La stessa canzone è passata così da una figlia al padre, e dal padre è arrivata alla nonna a cui è dedicata: tre generazioni della stessa famiglia dentro pochi versi.
Curiosità: non è la prima volta che Zucchero dedica una canzone a una donna della sua famiglia. Nel 1989, nell’album “Oro, incenso e birra”, c’era “Diamante”, dedicata alla nonna Diamante Arduini, con il testo scritto da Francesco De Gregori.
“Una carezza” è rimasta una delle ballate più delicate del suo repertorio di quegli anni, e una di quelle su cui ci si chiede ancora cosa voglia dire. La risposta sta tutta nella dedica: una canzone d’amore scritta con le parole di chi ama, rivolta alla persona da cui quel modo di amare è stato imparato.
Titolo: Una carezza
Artista: Zucchero
Album: Live in Italy (2008, inedito)
Singolo: 24 ottobre 2008
Dedica: alla madre, Rina Bondavalli
Prima versione: Irene Fornaciari, Vertigini in fiore (2007)
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Una carezza, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Zucchero.
semplicemente bella,emozionante e appassionante..la voce di zucchero particolarissima rappresenta la musica italiana nel mondo…e chi conosce tutte le sue canzoni capisce perchè…è semplicemente un GRANDE…sempre.
è un brivido…semplicemente stupenda
Anche questa volta il mio mito Zucchero mi lascia a bocca aperta…. Una carezza è una canzone che, come dal titolo, ti da una carezza con la sua musicalità bellissima.Grazie Sugar, ogni tuo canzone è una carezza che mi dai…
Il blues che ha dentro si sente sempre e comunque nella sua voce …Sa trasmettere in musica e parole tutto ciò che a volte non riusciamo a dire… Grande Zuchhero grazie.
IMMENSO SUGAR!!!!!!!!!!!…….HEY MAN?…SEI IL MIGLIORE………………….
questa canzone mi fa ritornare in mente il mio passato, a volte, mi riapre delle ferite insomma mi fa venire i brividi!!! Sento l’anima che mi vibra