Il brano si apre con una telefonata surreale: Fabri Fibra chiede a qualcuno di controllare su Wikipedia se sotto la voce “rapper superfighissimo” c’è la sua faccia. Non c’è. È l’inizio perfetto per Vip in trip, una canzone che prende in giro la fama, chi la insegue e chi la esibisce, cominciando dal rapper stesso. L’autoironia qui non è un vezzo: è il biglietto d’ingresso che gli permette di prendere in giro tutti gli altri.
Il singolo che apre Controcultura
Uscito nell’estate del 2010, “Vip in trip” è il primo singolo di Controcultura, il quinto album in studio di Fabri Fibra, pubblicato il 7 settembre 2010. Nel disco è l’ottava traccia. Il titolo dell’album dice già la direzione: un rapper ormai famoso che guarda con distanza la cultura popolare in cui è finito dentro, fatta di televisione, gossip e personaggi da copertina.
Il brano arriva in un momento preciso della carriera di Fibra, che da qualche anno è uno dei nomi più riconoscibili del rap italiano anche fuori dal pubblico del genere. È da quella posizione, dentro il mondo dello spettacolo, che il testo guarda quel mondo con sarcasmo.
Un ritornello fatto di proverbi
Il ritornello è costruito come una serie di massime rovesciate: Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi, e poi più sogni e meno fai, più fai e meno sogni. Suonano come i consigli di una nonna, ma sono detti con un tono beffardo, come regole di un gioco truccato. Subito dopo arriva la parte più cattiva: rapper italiani e politici italiani messi sullo stesso piano, tutti ridotti a un verso senza senso, un “perepè qua qua” da cartone animato.
È questo il cuore della satira: non c’è differenza fra chi fa rumore in televisione, chi lo fa in parlamento e chi lo fa nel rap. Tutti parlano, pochi dicono qualcosa. Fibra non si chiama fuori, anzi: la canzone comincia proprio dalla sua vanità.
La fama e i suoi paradossi
Nelle strofe il testo tira in ballo persone reali dello spettacolo e della politica, con nomi e cognomi, per raccontare quanto la notorietà cambi il modo in cui gli altri ti guardano. La tesi è brutale e semplice: finché non eri abbastanza famoso nessuno ti cercava, appena lo diventi ti cercano tutti. Chi è troppo famoso non frequenta chi lo è poco, e le relazioni diventano una questione di visibilità.
C’è anche il ritratto di un amico che si manda da solo i messaggi con scritto “tesoro” e si dice “ti adoro” allo specchio: il narcisismo portato all’estremo, tanto da diventare comico. La reazione di Fibra è la stessa frase che, racconta, gli diceva sua madre quando era ragazzo: trovati un lavoro.
L’ultima strofa gioca con le parole in modo quasi acrobatico, facendo rimbalzare una sull’altra “l’opposto”, “l’apostrofo”, “apostolo”, “a posto”: un modo di rivendicare il mestiere del rap, fatto di rime e di suono prima ancora che di contenuto. Subito dopo arriva una frecciata ai cantautori e ai testi “ortodossi”: è la stessa distanza dalla cultura ufficiale che dà il nome all’album, detta con il linguaggio più diretto possibile.
Vip in trip prende in giro la fama dall’interno: per poterlo fare, Fabri Fibra comincia ridendo di se stesso, e solo dopo passa agli altri.
Il ritorno a casa
In mezzo al sarcasmo c’è un momento diverso, quasi malinconico. Fibra racconta il viaggio in treno regionale via da Senigallia, la sua città, la voglia di andarsene e poi quella di tornare. Ma tornare non è più possibile allo stesso modo: Apro il cancello ma la porta è diversa, e sul campanello c’è un altro cognome. La casa di prima non c’è più.
È forse il passaggio più sincero del brano, e dà un senso a tutto il resto. La fama che il testo prende in giro è anche quella che ha portato via il rapper dal posto da cui veniva. Il “trip” del titolo, il viaggio del vip, non ha un biglietto di ritorno: si può tornare nella propria città, ma non nella propria vita di prima.
Curiosità: il videoclip, diretto da Cosimo Alemà, è un omaggio dichiarato al video di “Rock the Casbah” dei Clash, uno dei classici del punk politico. Una scelta coerente con il titolo dell’album: la controcultura, appunto.
Titolo: Vip in trip
Artista: Fabri Fibra
Album: Controcultura (2010)
Uscita dell’album: 7 settembre 2010
Regia del video: Cosimo Alemà
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Vip in trip, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Fabri Fibra.
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