Portare in classe venti fogli identici, uno per bambino, era un gesto che nessuno registrava. Eppure tra il 2005 e il 2017 quel gesto ha lasciato una traccia precisa: ogni volta che un visitatore mandava in stampa la pagina di un testo, il contatore saliva. La classifica che ne esce non assomiglia né alle vendite né alle hit parade radiofoniche di quegli anni. In cima non c’è la canzone più ascoltata, c’è quella che serviva a qualcuno: L’amico È di Dario Baldan Bembo, 7002 stampe. Subito sotto un coccodrillo, Michael Jackson, Domenico Modugno e Giuseppe Verdi. In quest’ordine.

Una metrica che parla di mani, non di orecchie

Le visualizzazioni misurano curiosità: uno cerca una parola che non ha capito, legge, chiude la scheda. Le stampe misurano un progetto. Chi manda in stampa un testo lo fa perché quel foglio deve arrivare da qualche parte — in mano a una classe, su uno spartito, dentro una cartellina per la festa di fine anno, sulle ginocchia di chi cantera’ insieme ad altri. È un gesto che costa qualcosa: carta, toner, tempo. Nessuno lo compie per sé.

Il modo più rapido per capirlo è confrontare le due colonne. L’amico È ha 7002 stampe e 4334 visualizzazioni: più fogli che letture a schermo, il che significa che molti utenti arrivavano già sapendo cosa volevano e ne facevano più copie. Il caso limite è Va’, Pensiero: 213 visualizzazioni, 2453 stampe. Nessuno andava su quella pagina per curiosità. Ci andava per distribuirla. All’estremo opposto sta We Are The World di Michael Jackson, con 123154 visualizzazioni e 3971 stampe: lì la curiosità c’è, in massa, ma solo una piccola parte si trasforma in foglio.

Le maestre sono la forza dominante di questa classifica

Se si contano le presenze per destinazione d’uso invece che per genere musicale, la categoria più forte non ha dubbi: il repertorio dell’infanzia. Lo Zecchino d’Oro piazza tre titoli — Il Coccodrillo Come Fa al secondo posto con 5482 stampe, Quarantaquattro Gatti al settimo, Volevo Un Gatto Nero al diciannovesimo. Accanto ci sono La Bella Tartaruga di Bruno Lauzi, In Fondo Al Mar dalla Sirenetta, la sigla Pinocchio, e A Natale Puoi, che con 2931 stampe contro 3256 visualizzazioni ha il profilo tipico del brano preparato per una recita.

Dietro questi numeri c’è una professione intera: insegnanti di scuola primaria, animatori di oratorio, catechisti, educatori di centri estivi. Persone che avevano bisogno di venticinque copie entro giovedì. Sono loro, più dei fan, ad aver costruito la parte alta di questa lista.

I venticinque fogli più fotocopiati

  1. L’amico È — Dario Baldan Bembo, 7002 stampe
  2. Il Coccodrillo Come Fa — Zecchino D’oro, 5482
  3. We Are The World — Michael Jackson, 3971
  4. Nel Blu Dipinto Di Blu — Domenico Modugno, 3931
  5. Heal The World — Michael Jackson, 3661
  6. A Natale Puoi — Alicia, 2931
  7. Quarantaquattro Gatti — Zecchino D’oro, 2853
  8. Mamma Mia — Abba, 2696
  9. Oh Happy Day — Classici, 2672
  10. Va’, Pensiero — Giuseppe Verdi, 2453
  11. Meraviglioso — Domenico Modugno, 2450
  12. Io Vagabondo — Nomadi, 2435
  13. Fratello Sole Sorella Luna — Claudio Baglioni, 2399
  14. We Are The World — Usa For Africa, 2378
  15. La Cura — Franco Battiato, 2192
  16. La Canzone Del Sole — Lucio Battisti, 2182
  17. Il Ragazzo Della Via Gluck — Adriano Celentano, 2126
  18. Azzurro — Adriano Celentano, 1981
  19. Volevo Un Gatto Nero — Zecchino D’oro, 1937
  20. My Way — Frank Sinatra, 1897
  21. E Va E Va — Alberto Sordi, 1788
  22. La Bella Tartaruga — Bruno Lauzi, 1778
  23. Samarcanda — Roberto Vecchioni, 1777
  24. In Fondo Al Mar (la Sirenetta) — Walt Disney, 1771
  25. Pinocchio — Tv, 1750

Il secondo gruppo: chi canta insieme, e per un motivo

Togliete l’infanzia e resta un blocco altrettanto coerente: brani pensati per essere eseguiti da molte voci contemporaneamente. We Are The World compare due volte, sotto il nome di Michael Jackson e sotto quello di Usa For Africa, e insieme fanno 3971 e 2378 stampe. Heal The World è quinta. Oh Happy Day, standard gospel, è nona. Va’, Pensiero, il coro degli ebrei del Nabucco, decima. Fratello Sole Sorella Luna, con il suo immaginario francescano, tredicesima.

Sono canzoni che nessuno sceglie per ascoltarle da solo con le cuffie. Sono canzoni da evento: il saggio, la messa, la giornata contro il razzismo, la serata di raccolta fondi, il coro parrocchiale che prepara il Natale. Il foglio stampato è lo strumento di lavoro di chi organizza quell’evento.

Curiosità: Va’, Pensiero è il coro degli ebrei schiavi dell’opera Nabucco di Giuseppe Verdi, e nella pagina che lo ospita ha 2453 stampe contro 213 visualizzazioni. È l’unico caso della classifica in cui la carta straccia il monitor: praticamente nessuno passava di lì per leggere, tutti passavano per portarselo via.

Quello che manca è la notizia più grossa

Questa classifica copre gli anni dal 2005 al 2017. In tutti quegli anni sono usciti singoli di enorme successo, sono cambiate almeno due generazioni di talent, il rap italiano è diventato mainstream. Di tutto questo, nella lista dei brani più stampati, non c’è niente. Il repertorio più recente che si intravede è La Cura di Battiato, quindicesima; per il resto domina un canone che va da Modugno a Celentano, da Battisti ai Nomadi, da Vecchioni a Bruno Lauzi.

La ragione è semplice e dice molto sull’Italia di quegli anni: la canzone del momento non la stampi, la sai già o la ritrovi in un secondo. Si stampa ciò che deve essere trasmesso — da un adulto a un bambino, da chi guida un coro a chi lo compone, da chi ricorda a chi non c’era. Le stampe non fotografano i gusti degli italiani: fotografano cosa gli italiani ritenevano valesse la pena insegnare.

Le persone dietro i numeri

Provate a dare un volto a questa lista. Una maestra che prepara la recita di fine anno. Un animatore che deve tenere occupati trenta bambini in pullman verso la gita. Un figlio che cerca Nel Blu Dipinto Di Blu per una festa in casa di riposo. Un gruppo di amici che a fine cena tira fuori la chitarra e ha bisogno delle strofe di Io Vagabondo, non del ritornello. Un coro amatoriale che affronta Oh Happy Day. Qualcuno che deve organizzare un funerale e sceglie My Way, 1897 stampe contro 906 visualizzazioni.

Anche le presenze apparentemente stonate tornano a posto in questa luce: Mamma Mia degli Abba ottava, perché è il pezzo che tutti sanno attaccare; E Va E Va di Alberto Sordi ventunesima, repertorio comico che serve quando serve far ridere una sala. Nulla di casuale.

Le stampe non misurano quanto una canzone è piaciuta, ma quante persone hanno deciso che valeva la pena farla cantare a qualcun altro.

In un archivio da 793.000 canzoni e 56.089 artisti, le pagine che finivano più spesso sotto la stampante erano quelle di un coccodrillo e di un coro dell’Ottocento. Vale la pena ripercorrere le schede dello Zecchino D’oro e quelle di Domenico Modugno tenendo a mente questo dettaglio: dietro ogni numero c’è qualcuno che stava preparando qualcosa per altri.