Uscita il 20 giugno 2022, in piena ondata mondiale di dimissioni volontarie dal lavoro, “BREAK MY SOUL” è arrivata nel momento esatto in cui milioni di persone si stavano chiedendo se valesse la pena restare in un impiego che le esauriva. Beyoncé non lo dice per allusione: lo canta apertamente, invitando ad alzarsi e a liberarsi.
La canzone delle grandi dimissioni
Il testo parla di lasciare un lavoro che non dà più nulla, di rilasciare rabbia e stress accumulati, di darsi il permesso di ricominciare. Uscita come unico singolo di anticipazione di Renaissance, il settimo album in studio arrivato il 29 luglio 2022, la canzone è stata letta da subito come la colonna sonora non ufficiale del fenomeno che negli Stati Uniti è stato chiamato “Great Resignation”: milioni di lavoratori che, dopo la pandemia, hanno scelto di cambiare vita invece di tornare alla normalità di prima. Beyoncé aveva scelto una strategia insolita per un’artista del suo calibro: nessun’altra anteprima, l’album è arrivato cinque settimane dopo senza altri assaggi.
Un omaggio, non un campionamento qualunque
Il ritornello si costruisce sopra un campione di “Show Me Love” di Robin S., uno dei classici assoluti della house anni ’90, mentre il verso “release ya anger, release ya mind” viene da “Explode” di Big Freedia, artista simbolo del bounce di New Orleans — lo stesso Big Freedia con cui Beyoncé aveva già lavorato su “Formation” nel 2016. Non sono citazioni casuali: sono la base ritmica di tutto l’album, scritto insieme a un gruppo di autori che comprende The-Dream, Tricky Stewart e, tra gli altri, Jay-Z.
Lo zio Jonny e le radici della house
Beyoncé ha dedicato Renaissance allo zio Jonny, come lei stessa lo chiamava: cugino di sua madre Tina, la prima persona a farle conoscere la musica e la cultura da cui nasce il disco, mentre badava a lei e alla sorella Solange da bambine. Jonny era un uomo gay, scomparso per una malattia legata all’HIV, e l’album intero — copertine comprese, ispirate all’iconografia della cultura ballroom — è costruito come un tributo alla comunità nera e queer da cui la house music è nata negli anni ’80 e ’90 nei club di Chicago e New York, per troppo tempo tenuta ai margini della narrazione ufficiale di quel genere.
Un numero uno e un Grammy
“BREAK MY SOUL” ha raggiunto il primo posto della Billboard Hot 100, l’ottavo numero uno in carriera per Beyoncé come artista principale ma il primo in quel ruolo dal 2008, quando era arrivata in vetta con “Single Ladies (Put a Ring on It)”: negli anni fra i due traguardi aveva toccato di nuovo il numero uno solo in featuring, su brani guidati da altri artisti. Ai Grammy del 2023 il singolo ha vinto il premio per la Miglior Registrazione Dance/Elettronica, con due nomination aggiuntive per Record dell’Anno e Canzone dell’Anno; anche il remix firmato dal dj house Terry Hunter ha ottenuto una nomination a parte. Nella stessa serata, poche categorie più tardi, è stato l’album Renaissance a vincere il premio per il Miglior Album Dance/Elettronico: il trofeo che ha reso Beyoncé l’artista con più Grammy vinti nella storia, 32, superando il record che il direttore d’orchestra Georg Solti deteneva dal 1998. You won’t break my soul, ripete il ritornello: una frase di resistenza che riassume da sola il senso del pezzo.
Curiosità: Big Freedia non è un featuring occasionale: è la stessa artista bounce che Beyoncé aveva già portato al grande pubblico su “Formation”, sei anni prima — un filo diretto tra i due dischi più politici della sua carriera recente.
Un inno al licenziarsi che è anche una lezione di storia: dietro il ritmo da club c’è la cultura nera e queer che ha inventato quel ritmo.
Artista: Beyoncé
Uscita: 20 giugno 2022
Album: Renaissance (29 luglio 2022)
Etichetta: Parkwood Entertainment / Columbia Records
Riconoscimento: Grammy 2023 per la Miglior Registrazione Dance/Elettronica
Su Airdave: la scheda di Beyoncé conta 197 brani in archivio, con “Listen” la più letta della sua storia sul sito