Un fischio che apre il brano, una chitarra acustica che lo accompagna, e un’idea semplicissima al centro: raccontare la ragazza perfetta, quella trovata dopo aver cercato ovunque. “It Girl” non nasconde le sue ambizioni — è pop puro, pensato per la radio — ma dietro la superficie leggera c’è una storia di scrittura collettiva e un piazzamento in classifica che vale la pena raccontare.
Il secondo singolo di un album che doveva confermare il successo
“It Girl” esce il 9 agosto 2011 come secondo singolo estratto da Future History, il secondo album in studio di Jason Derulo, pubblicato il 16 settembre 2011 da Beluga Heights e Warner Bros. Records. Il contesto conta: due anni prima, “Whatcha Say” — il brano che campionava Imogen Heap e che lo aveva lanciato — era arrivato al numero 1 della Billboard Hot 100 dopo un debutto modesto in posizione 54. “It Girl” nasce quindi come conferma, non come scommessa: il compito di un secondo singolo, dopo un primo album che aveva già prodotto un numero uno e un altro singolo, “In My Head”, arrivato fino al quinto posto.
Quattro firme per una canzone sola
Il brano porta la firma di quattro autori: lo stesso Derulo insieme a E. Kidd Bogart, Lindy Robbins ed Emanuel “Eman” Kiriakou, che ne cura anche la produzione. È un lavoro di squadra tipico della scrittura pop di quegli anni, dove più mani costruiscono insieme melodia, testo e arrangiamento fino a trovare la combinazione che funziona meglio in radio — lo stesso schema, del resto, che aveva già prodotto “Whatcha Say”.
Un ritornello costruito per restare in testa
Il fischio in apertura e la chitarra acustica che sostiene il ritornello sono la parte più riconoscibile del brano, pensata apposta per restare impressa dopo un solo ascolto. Sopra questa base, il testo racconta in prima persona l’incontro con la ragazza giusta — un tema semplice, dichiaratamente ottimista, agli antipodi dei toni più scuri che circolavano in altri singoli pop dello stesso periodo. Il genere ufficiale con cui viene classificato, pop/R&B di ritmo medio, riflette proprio questa scelta: niente eccessi, solo una struttura pensata per funzionare in radio dal primo ascolto.
Un fischio, una chitarra acustica e un ritornello studiato per restare in testa: “It Girl” punta tutto sull’immediatezza, non sulla complessità.
“Un mucchio di reinvenzioni”
Parlando dell’album a Rap-Up nel maggio 2011, Derulo lo descrisse così: “un mucchio di reinvenzioni”, aggiungendo che quando aveva registrato il primo disco aveva 19 anni, e ora ne aveva 21. Non è una frase buttata lì: Future History arriva nel momento in cui l’artista deve dimostrare di non essere un fenomeno di un solo brano, e “It Girl” — insieme all’altro singolo di punta dell’album, “Don’t Wanna Go Home” — è parte di quella dimostrazione: meno dipendente da un campionamento riconoscibile come “Whatcha Say”, più costruita sulla scrittura pop pura.
Il piazzamento in classifica
Negli Stati Uniti il brano debutta alla posizione 39 della Billboard Hot 100 e sale fino al numero 17, oltre a raggiungere il decimo posto della classifica Pop Songs e il sesto della Hot Dance Club Songs. Fuori dagli USA il riscontro è ancora più netto: “It Girl” entra nella top ten in Australia, Danimarca, Nuova Zelanda, Irlanda e Regno Unito, confermando Derulo come uno degli interpreti pop più esportabili di quella stagione — un risultato meno clamoroso del numero 1 di “Whatcha Say”, ma sufficiente a tenere in piedi la scommessa del secondo album.
La critica musicale si divise. Diverse recensioni apprezzarono la produzione orecchiabile e il testo pensato apposta per la radio, arrivando a ipotizzare che potesse superare persino il successo commerciale di “Whatcha Say”. Altre testate, come il Dallas Observer, giudicarono il brano formulaico e pieno di luoghi comuni. Le due letture, in realtà, descrivono la stessa cosa da due angolazioni diverse: “It Girl” è un pezzo costruito con precisione quasi industriale attorno a una formula già collaudata, e quella stessa precisione è ciò che a qualcuno piace e a qualcun altro suona prevedibile.
Curiosità: il fischio che apre “It Girl” era già, nel 2011, un espediente sonoro riconoscibile nel pop radiofonico — un dettaglio piccolo ma calcolato, pensato apposta per distinguere il pezzo nei primi secondi di un ascolto in radio, quando la differenza tra restare sintonizzati o cambiare stazione si gioca in pochi istanti.
Titolo: It Girl
Artista: Jason Derulo
Album: Future History
Anno: 2011 (singolo il 9 agosto, album il 16 settembre)
Autori: Jason Derulo, E. Kidd Bogart, Lindy Robbins, Emanuel “Eman” Kiriakou
Produttore: Emanuel “Eman” Kiriakou
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di It Girl, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Jason Derulo.