Quasi tutte le canzoni su Las Vegas raccontano la notte. Waking Up in Vegas racconta il mattino dopo: il conto da pagare, i soldi finiti, due persone che si svegliano in una stanza d’albergo e devono decidere cosa fare del disastro che hanno combinato.

L’ultimo singolo di un debutto lunghissimo

Il brano esce il 21 aprile 2009 per Capitol Records come quarto e ultimo singolo di One of the Boys, l’album che l’anno prima aveva trasformato Katy Perry da cantautrice senza contratto a fenomeno mondiale. Arriva dopo tre singoli molto diversi fra loro, e chiude il disco con il pezzo più classicamente rock della serie: chitarre, batteria vera, nessun ammiccamento elettronico.

Lo firma con due autori di lungo corso, Desmond Child e Andreas Carlsson, nomi legati a decenni di successi rock e pop; la produzione è di Greg Wells, che suona anche gli strumenti. È forse la ragione per cui il pezzo suona meno “2009” degli altri singoli del disco e invecchia meglio.

Da dove nasce

Perry ha raccontato che l’idea viene da un viaggio a Las Vegas fatto senza programmi, durante il quale il gruppo di amici organizzò un finto matrimonio completo di finta cappella, finto celebrante e foto di rito. Andreas Carlsson, dal canto suo, ha descritto la canzone come il momento in cui tutti lasciano la città dopo essersi divertiti.

Sono due racconti di prima mano che combaciano, e spiegano il tono del pezzo: nessuna morale, nessun rimprovero, solo la cronaca di quello che succede quando il divertimento presenta il conto.

Il significato: la città dove le conseguenze si rimandano

La coppia protagonista si sveglia senza soldi, con un ricordo confuso della sera prima e la sensazione di aver superato un limite. Litigano, si accusano, e non si lasciano: la canzone sceglie di non risolvere niente e di restare esattamente lì, in quel risveglio.

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La nostra lettura è che il vero soggetto non sia la coppia ma il luogo. Las Vegas funziona come una parentesi dichiarata: chi ci va sa che ciò che accade dentro non conta come conta fuori, e la canzone prende quella promessa alla lettera per un intero ritornello. Il mattino dopo è il momento in cui la parentesi si chiude, e il tono resta leggero proprio perché nessuno dei due ha davvero intenzione di prendersi sul serio.

C’è anche una ragione musicale per cui il pezzo regge: a differenza degli altri singoli del disco, costruiti su un’idea sola ripetuta, questo ha una struttura da canzone rock classica, con la strofa che racconta e il ritornello che commenta. È la scuola degli autori coinvolti, e si sente soprattutto nel finale, dove la band sale invece di lasciare spazio all’elettronica.

Il pezzo non giudica nessuno: si limita a registrare l’ora in cui il divertimento diventa una ricevuta, e a suonarci sopra una chitarra allegra.

Il video e i numeri

Il video è diretto da Joseph Kahn, girato il 26 marzo 2009 fra i casinò e le strade di Las Vegas, e vede accanto a Perry l’attore Joel David Moore nei panni del compagno di sventure: vincite improvvise, feste, guai. È una commedia breve più che un video musicale, coerente con lo spirito del brano.

In classifica il singolo arriva al nono posto della Billboard Hot 100 e al secondo in Canada, con il primo posto in Ungheria; negli Stati Uniti ha ottenuto il doppio disco di platino, con 2,3 milioni di copie vendute al 2017.

Curiosità: è l’unico singolo del disco che Perry non ha scritto con i produttori del resto dell’album: Desmond Child e Andreas Carlsson arrivano da un’altra scuola, quella delle power ballad rock degli anni Ottanta e Novanta, e si sente nella struttura del ritornello.

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Perché funziona ancora

Perché la situazione è universale e la scrittura è precisa: bastano due o tre dettagli — il portafoglio vuoto, la stanza sconosciuta, la discussione che parte per niente — per mettere in piedi una scena che chiunque abbia passato una serata di troppo riconosce. E perché, a differenza di tante canzoni sul tema, non finisce con una lezione.

Titolo: Waking Up in Vegas
Artista: Katy Perry
Album: One of the Boys (2008)
Uscita del singolo: 21 aprile 2009
Autori: Katy Perry, Desmond Child, Andreas Carlsson
Produttore: Greg Wells
Etichetta: Capitol Records
Video: Joseph Kahn

Nell’archivio trovi la scheda di Waking Up in Vegas e il resto del catalogo nella pagina di Katy Perry.