Il titolo richiama la teoria per cui due persone qualsiasi sul pianeta sono collegate da sei conoscenze. Six Degrees Of Separation dei The Script prende quell’espressione e la usa per dire il contrario: non quanto siamo vicini a uno sconosciuto, ma quanti passaggi servono per allontanarsi davvero da qualcuno che si è amato. Sei gradi, uno alla volta.
Una rottura raccontata come una procedura
La canzone elenca le fasi che si attraversano dopo la fine di una storia: il risveglio in cui per un istante non ci si ricorda, la tentazione di cercare l’altra persona, la rabbia che arriva a dare sollievo, il momento in cui si ricomincia a uscire senza fingere. È un percorso descritto con l’ordine di un manuale, e questa freddezza apparente è il motivo per cui il pezzo funziona: chi ci è passato riconosce i gradini e sa già quale viene dopo.
Danny O’Donoghue canta da dentro la situazione, non da dopo. La differenza è sottile ma cambia tutto: non è la canzone di chi ha superato una rottura e la racconta, è quella di chi la sta attraversando e si aggrappa all’idea che esista una sequenza, quindi una fine.
La forza del brano non sta nella malinconia ma nella promessa nascosta dentro l’elenco: se le fasi sono sei e non infinite, allora da qualche parte finiscono.
Il secondo singolo di #3
Il pezzo è uscito il 25 novembre 2012 per la Phonogenic come secondo singolo di #3, il terzo album del gruppo irlandese, registrato fra il 2011 e il 2012. Lo firmano Danny O’Donoghue e Mark Sheehan insieme a Steve Kipner e Andrew Frampton, gli stessi quattro che ne curano anche la produzione.
Arrivava dopo Hall of Fame, il singolo che aveva lanciato il disco, e ne è per molti versi l’opposto: là un brano da stadio sulla determinazione, qui un pezzo intimo che non alza mai la voce. In classifica ha raggiunto il trentaduesimo posto nel Regno Unito e il trentunesimo in Australia, dove ha ottenuto il disco di platino; nel Regno Unito è arrivato al disco d’argento.
Perché l’elenco funziona meglio di una metafora
La scelta di raccontare per gradi, invece che con un’immagine sola, è la cosa più interessante del pezzo. Una canzone d’amore finito di solito cerca una metafora — la pioggia, il fuoco, una stanza vuota — e chiede a chi ascolta di riconoscercisi. Qui non c’è nessuna immagine da decifrare: ci sono comportamenti, e sono quelli che una persona lasciata mette in atto davvero, nell’ordine in cui li mette in atto.
È un’idea che si porta dietro un rischio: detta male, una lista diventa un elenco della spesa. Regge perché la musica cresce insieme all’elenco, e perché la voce resta esitante anche quando l’arrangiamento si allarga — la sensazione è quella di qualcuno che si ripete i passaggi a voce alta per non perdere il filo. È una nostra lettura, ma spiega bene perché il brano continui a essere cercato da chi vuole capirlo, non solo riascoltarlo.
Dal vivo, dove il brano ha convinto di più
Il video è stato pubblicato il 5 novembre 2012, tre settimane prima del singolo, e dura poco meno di quattro minuti. Il gruppo ha portato il pezzo in televisione quasi subito: al telethon britannico Children in Need il 16 novembre 2012 e a The Voice of Holland il 7 dicembre dello stesso anno.
Curiosità: la teoria dei sei gradi di separazione nasce come ipotesi sociologica sulle reti di conoscenze e ha dato il titolo a un’opera teatrale e a un film degli anni Novanta. I The Script la ribaltano: il numero non misura più quanto un estraneo sia vicino, ma quanto lavoro serve per rendere estranea una persona che era vicinissima.
Perché viene ancora cercata
Nel catalogo dei The Script questo è il brano che le persone continuano a cercare per capire cosa dice davvero, più che per riascoltarlo. Il motivo è che offre una cosa rara in una canzone d’amore finito: una struttura. Non consola dicendo che passerà, dice in che ordine passerà — ed è una forma di conforto molto più concreta.
Vale anche come indicazione di ascolto per il resto del disco: #3 alterna brani da arena a pezzi come questo, e i secondi invecchiano meglio dei primi.
Titolo: Six Degrees Of Separation
Artista: The Script
Album: #3 (2012)
Singolo: 25 novembre 2012
Autori: Danny O’Donoghue, Mark Sheehan, Steve Kipner, Andrew Frampton
Etichetta: Phonogenic
Classifiche: n. 32 Regno Unito, n. 31 Australia (disco di platino)
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Six Degrees Of Separation, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina dei The Script.
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