Tre voci che ne diventano cento: è il trucco al centro di “Somebody to Love”, il brano che Freddie Mercury scrive nel 1976 come omaggio dichiarato al gospel, e in particolare alla sua cantante preferita, Aretha Franklin. Non è la prima volta che i Queen costruiscono un coro immaginario in studio — lo avevano già fatto per “Bohemian Rhapsody” — ma qui il risultato suona più caldo, più vicino a una funzione religiosa che a un esperimento di studio.
Un omaggio al gospel, non un’imitazione
Pubblicato come singolo il 12 novembre 1976 e incluso nell’album A Day at the Races, il brano nasce da una scelta precisa: invece di rifarsi ai cori inglesi che avevano già usato altrove, Mercury punta dritto al gospel americano. Il batterista Roger Taylor lo ha raccontato senza giri di parole: la canzone è pensata per restare “in un feeling libero, da gospel”, lontana dalla precisione quasi orchestrale di “Bohemian Rhapsody”, uscita solo l’anno prima e ancora fresca nella memoria di chiunque ascoltasse la radio nel 1976.
Cento voci da tre cantanti soltanto
La tecnica di registrazione è il vero cuore del brano. Mercury, Brian May e Roger Taylor sovraincidono le proprie voci decine di volte, costruendo un effetto-coro capace di coprire un’estensione enorme — dalle note più gravi alle più acute, dal Fa2 al La bemolle5 secondo le trascrizioni della partitura — che nessun coro reale di tre persone potrebbe mai produrre da solo. Il risultato, in tonalità di La bemolle maggiore, è quel muro sonoro che nei live successivi diventava il momento in cui il pubblico intero si trasformava nel coro mancante: fra il 1977 e il 1985 il brano resta fisso in scaletta, uno dei pochi capaci di reggere il confronto diretto con “Bohemian Rhapsody” nello stesso concerto.
Una domanda più grande di una canzone d’amore
Il testo si legge in superficie come la ricerca disperata di qualcuno da amare, ma la lettura più diffusa va oltre: è una domanda rivolta a Dio, un interrogarsi sul perché — nonostante una vita intera passata a cercare — l’amore continui a mancare. È lo stesso registro di solitudine e ricerca di senso che attraversa buona parte della scrittura di Mercury in quegli anni, qui vestito però da preghiera laica più che da confessione, e proprio per questo capace di parlare a chiunque lo ascolti senza bisogno di conoscerne la biografia.
“Somebody to Love è influenzata da Aretha Franklin… abbiamo cercato di tenere il brano in un feeling libero, da gospel” — Roger Taylor
Un successo enorme, tranne che in America
In classifica il brano va fortissimo quasi ovunque: numero 2 nel Regno Unito, numero 1 nei Paesi Bassi (sia nella Dutch Top 40 sia nella Single Top 100), numero 2 nelle Fiandre, numero 5 in Canada. Negli Stati Uniti si ferma invece al 13° posto della Billboard Hot 100 — un risultato comunque solido, ma lontano dal trionfo europeo, in un mercato che in quegli anni faticava ancora a inquadrare una band capace di passare dal rock sinfonico al gospel nel giro di un solo album.
Dal palco al tributo, fino a oggi
Il brano è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame fra le 500 canzoni che hanno definito il rock, ed è tornato più volte sulla scena in forme diverse: nel 2018, in coincidenza con l’uscita del film “Bohemian Rhapsody”, il cantante australiano Troye Sivan ne ha inciso una versione scarna, quasi sussurrata, agli antipodi rispetto all’originale corale.
Curiosità: nel 1992, al concerto tributo per Freddie Mercury alla Wembley Stadium, fu George Michael a cantarla — un’esecuzione considerata tra le più riuscite della serata, poi pubblicata nel 1993 sull’EP “Five Live” e arrivata dritta al numero 1 in Regno Unito.
Nell’archivio storico di Airdave questa pagina ha raccolto 2.862 letture e 169 stampe, un segnale di quanto il brano resti cercato a distanza di quasi cinquant’anni dall’uscita.
Titolo: Somebody to Love
Artista: Queen
Album: A Day at the Races
Anno: 1976 (12 novembre)
Autore: Freddie Mercury
Ispirazione: il gospel e la cantante Aretha Franklin
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Somebody to Love, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina dei Queen.
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