Chester Bennington l’ha descritta lui stesso come una lettera di scuse: non un addio vero e proprio, ma l’idea di lasciare qualcosa di buono da ricordare quando arriva il momento di andarsene. Scritta nel 2007, quella frase avrebbe preso un peso che nessuno, allora, poteva prevedere.

Un’apologia scritta in anticipo

“Leave Out All The Rest” nasce come terza traccia di Minutes to Midnight, il terzo album in studio dei Linkin Park, uscito nel 2007. Il titolo di lavorazione, secondo il libretto del disco, era semplicemente “Fear”: la band ha scritto oltre trenta varianti del testo prima di arrivare alla versione definitiva. La melodia principale è di Mike Shinoda, mentre Bennington ha spiegato l’intenzione dietro le parole: far sembrare il brano un’apologia, come se stesse andando avanti ma volesse che le persone ricordassero le cose buone, non quelle sbagliate.

Il quinto singolo di un disco che divise i fan

Il brano è uscito come singolo il 14 luglio 2008, l’ultimo estratto da un album che aveva già spiazzato buona parte del pubblico storico della band: Minutes to Midnight abbandonava il nu metal delle origini per un suono più melodico e meno aggressivo, e proprio “Leave Out All The Rest” — con la sua struttura quasi pop e il ritornello costruito attorno a un pensiero sulla memoria — è uno dei brani che più segna quel cambio di rotta.

“È pensata per sembrare una lettera di scuse, come se stessi andando avanti ma volessi che le persone si ricordino le cose belle, non quelle brutte” — Chester Bennington

Un significato che nessuno voleva vedere confermato

Il testo parla apertamente di cosa restare quando non ci si sarà più: “When my time comes / Forget the wrong that I’ve done”, canta Bennington nel ritornello. Nel 2007 era un esercizio di scrittura su una paura universale. Dopo la morte di Chester Bennington nel luglio 2017, quelle stesse parole sono state ascoltate in un modo che l’autore non aveva previsto: fan e compagni di band hanno riletto il brano come un messaggio lasciato in anticipo, e la canzone è diventata uno dei pezzi più citati nei tributi che sono seguiti alla sua scomparsa.

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Da Twilight ai palchi dei tributi

Prima di prendere quel significato più pesante, “Leave Out All The Rest” aveva già avuto una vita pubblica ampia: è comparsa nei titoli di coda del film Twilight (2008), portando il brano a un pubblico che magari non seguiva i Linkin Park da prima. Sul piano commerciale non era mai stato tra i singoli di punta della band — debutto alla numero 35 della classifica Billboard Hot Modern Rock Tracks, picco alla 11, appena la 94 sulla Hot 100 generale, e uno dei risultati piu’ bassi ottenuti dai Linkin Park nel Regno Unito (posizione 90) — ma aveva comunque ottenuto la certificazione d’oro RIAA nel 2009.

Il dettaglio piu’ eloquente arriva nell’agosto 2017: a poche settimane dalla morte di Bennington, la RIAA ha assegnato al brano la certificazione di platino, insieme ad altri due singoli della band. Una coincidenza temporale che gli osservatori musicali non hanno mancato di notare, in un momento in cui l’ascolto di quel testo specifico aveva gia’ cambiato peso per milioni di fan. Il brano e’ rimasto anche uno dei pezzi piu’ eseguiti dal vivo, prima e dopo il 2017, spesso accompagnato da momenti di silenzio o da tributi espliciti a Bennington nei concerti successivi alla sua morte.

Curiosità: secondo lo stesso Mike Shinoda, la melodia principale del brano era così “pop” rispetto al resto del catalogo della band che inizialmente temevano non piacesse ai fan storici — invece è diventata una delle canzoni più amate dell’intero repertorio.

Titolo: Leave Out All The Rest
Artista: Linkin Park
Album: Minutes to Midnight
Anno: 2007 (singolo il 14 luglio 2008)
Autori: Chester Bennington, Mike Shinoda e gli altri membri della band
Titolo di lavorazione: “Fear”

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La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Leave Out All The Rest, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina dei Linkin Park.