C’è qualcosa di volutamente contraddittorio in “Spaceman”: un testo pieno di astronavi e abduction aliena, nato non in uno studio di registrazione ma su un volo di linea diretto a Panama. È il singolo che ha aperto la fase più “giocosa” della carriera dei The Killers, e la sua storia dice più cose di quanto il ritornello lasci intuire.
Un demo registrato in una stanza d’albergo
Secondo il racconto dello stesso Brandon Flowers, la melodia della strofa gli è arrivata canticchiandola durante un volo verso il Sudamerica. Atterrato, ha registrato un demo in una camera d’hotel insieme al musicista di supporto Ted Sablay — e per sua stessa ammissione, quella prima versione non era troppo diversa dal brano che poi è finito sul disco. È un metodo di lavoro lontano dall’immagine solitamente associata al rock da stadio: una canzone nata quasi per caso, in movimento, tra un aeroporto e l’altro.
Bowie e Elton John nella stessa canzone
Flowers ha dichiarato di essere partito cercando “un incrocio tra Space Oddity e Rocket Man” — cioè tra David Bowie e Elton John, i due riferimenti più ovvi quando si parla di rock e spazio. Non è un caso isolato: lo stesso Flowers ha definito il brano “molto noi”, nato in un momento in cui si sentiva “di umore giocoso” dopo aver lavorato a un singolo natalizio della band, e lo ha descritto come “davvero avventuroso” per i suoi standard.
Un’astronave, o qualcos’altro?
Il testo si presenta in superficie come un classico racconto di rapimento alieno, tra luci basse e presenze cosmiche. Ma l’immaginario surreale — più simbolico che letterale — ha spinto per anni gli ascoltatori a cercarci sotto altro: letture legate alla dipendenza, alla salute mentale, al peso della fama. Nessuna di queste chiavi è mai stata confermata dalla band: restano interpretazioni dei fan, non dichiarazioni ufficiali, ed è proprio questa ambiguità voluta a tenere ancora aperta la discussione.
Il video e il palco itinerante
Il videoclip, diretto da Ray Tintori, mostra Flowers che attraversa una festa in corso su una struttura scenografica a più livelli, illuminata da lunghe luci verticali bianche, tra creature umanoidi in costumi colorati e gli altri membri della band sparsi nel locale. Da allora “Spaceman” è diventata regolarmente il brano d’apertura dei concerti della band — la stessa energia da festa che racconta il video, trasferita dal vivo.
“Ero di umore giocoso… cercavo un incrocio tra Space Oddity e Rocket Man” — Brandon Flowers
Curiosità: Rolling Stone la inserì al numero 17 della classifica delle migliori 100 canzoni del 2008, uno dei riconoscimenti critici più alti ricevuti dal terzo album dei The Killers.
Titolo: Spaceman
Artista: The Killers
Album: Day & Age
Anno: 2008 (4 novembre)
Autori: Brandon Flowers, Dave Keuning, Mark Stoermer, Ronnie Vannucci Jr.
Produttori: Stuart Price e The Killers
Classifiche: #67 Billboard Hot 100, #40 UK Singles Chart, #2 US Dance Club Songs
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Spaceman, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina dei The Killers.
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