Un paio d’ali attaccate alla testa e i dubbi lasciati indietro, a una finestra: è l’immagine che dà il titolo al quarto album dei Negramaro e a uno dei suoi brani più intensi, uscito nel giugno del 2007. Non una canzone d’amore convenzionale, ma un pezzo costruito quasi per intero su un’unica metafora — la fuga, la soglia da attraversare per lasciarsi alle spalle l’esitazione.

Il disco dopo la consacrazione

Prima de La Finestra c’è Mentre tutto scorre (4 marzo 2005), il terzo album e quello che porta davvero i Negramaro fuori dal Salento: 83 settimane consecutive nella classifica italiana dei dischi più venduti. È in quel disco che comincia la collaborazione con il produttore Corrado Rustici, ripresa e approfondita due anni dopo proprio su questo album — la conferma, dopo la consacrazione.

Un disco registrato lontano da casa

La Finestra esce l’8 giugno 2007 per la Sugar Music. La particolarità sta nel modo in cui è stato fatto: i Negramaro si trasferiscono per mesi negli Stati Uniti, registrando fra gennaio e aprile ai Plant Studios di San Francisco sotto la produzione di Rustici, a presa diretta su bobina e con pochi take per brano — una scelta pensata apposta per tenere la spontaneità di un concerto dal vivo dentro un disco in studio. Quasi tutti i quattordici brani sono stati scritti in Italia; l’unica eccezione è “Quel posto che non c’è”, composta al pianoforte durante le sessioni a Sausalito, a poche decine di chilometri dallo studio.

Le ali e la finestra

Il testo, scritto come tutto l’album da Giuliano Sangiorgi, si muove per immagini più che per racconto lineare: pensieri stretti tra i denti, un peso trattenuto “nella pancia”, parole che si ripetono come un ritornello di sé stesse. Poi la svolta — l’idea di allacciarsi un paio d’ali alla testa per lasciare ogni dubbio a una finestra, come un oggetto che si può davvero posare da qualche parte e abbandonare. La finestra non è solo un elemento di arredo: è la soglia fra il trattenersi e il volare via, lo stesso confine su cui si muove il resto del disco.

e non mi resta che allacciare un paio d’ali alla mia testa
e lasciare i dubbi tutti a una finestra

Un tempo che non basta mai

Attraversa tutto il testo un senso di urgenza — “non ho molto tempo”, si ripete più volte, quasi un contatore che scandisce quanto resta prima di dover scegliere. È lo stesso understatement drammatico che il resto dell’album porta avanti: testi “visivi”, che disegnano immagini invece di raccontare per esteso un disagio, personale o sociale che sia, lasciandolo intuire più che dichiararlo. Anche il ritornello, ripetuto e variato in ogni strofa, funziona come lo stesso gesto fatto e rifatto — stringere, lasciare andare, stringere di nuovo — prima della decisione finale.

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La title track di un disco che ha viaggiato

A differenza di “Parlami d’amore” (vincitore del Festivalbar 2007), “L’immenso” o “Cade la pioggia” — scritta con Jovanotti, che ne canta il rap finale — “La Finestra” non è mai stata un singolo. Resta però il pezzo che dà il nome e il tono a tutto il disco, quello che la band ha scelto per raccontare il proprio metodo di lavoro in quella fase: sonorità elettroniche che si affiancano alla tradizione cantautorale italiana, in un equilibrio che l’intero album prova a tenere. Non è un caso che sia proprio la title track a portare quel titolo: la finestra come immagine-soglia riassume il modo in cui il disco stesso è stato pensato, un passaggio da un metodo di lavoro consolidato a uno nuovo, più libero, cercato apposta lontano da casa.

Curiosità: le sessioni di registrazione a San Francisco sono state documentate in un vero e proprio rockumentary, “Dall’altra parte della luna”, diretto da Dario Baldi e Davide Marengo e presentato al Festival del Cinema di Venezia — raro, per un disco pop italiano dell’epoca, avere un proprio documentario ufficiale.

Titolo: La Finestra
Artista: Negramaro
Album: La Finestra
Anno: 2007 (8 giugno)
Autore: Giuliano Sangiorgi
Produttore: Corrado Rustici
Registrato a: Plant Studios, San Francisco

La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di La Finestra, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina dei Negramaro.