Dietro un titolo educato, Dedication to My Ex (Miss That) è una delle canzoni più sfacciate uscite dal R&B americano nel 2011: una lamentela d’amore dichiaratamente carnale, cantata però con la grazia di un vecchio brano soul. È proprio questo contrasto — la voce vellutata di Lloyd contro un ritornello che le radio hanno dovuto ripulire — ad averla trasformata nel più grande successo internazionale della sua carriera.
Una dedica all’ex, scritta nel momento sbagliato
La storia la introduce Lil Wayne, che nel brano non canta ma fa da narratore: un uomo si allontana per un periodo e, al ritorno, scopre che la donna che amava ha dato ad altri ciò che lui considerava suo. Da lì la canzone diventa un lungo elenco di rimpianti, in cui Lloyd ripete strofa dopo strofa che niente è più come prima, che lei è cambiata, che quella intesa non c’è più. Il sottotitolo fra parentesi, “Miss That”, è la chiave di lettura: non è la nostalgia di una persona, è la nostalgia di un’intimità perduta, e il protagonista non fa niente per nasconderlo.
Il tono però non è mai davvero drammatico. Il narratore ammette in apertura che non dovrebbe prendersela con lei, e poi passa il resto del brano a fare esattamente quello, fra lamenti esagerati e piccole minacce che nessuno prende sul serio. È un personaggio più patetico che minaccioso, e la canzone lo sa: la sua forza sta nell’autoironia con cui un uomo ferito nell’orgoglio si rende ridicolo da solo.
Il ritornello che le radio non potevano trasmettere
Tutto il ritornello gira attorno a un termine volgare inglese per indicare il sesso femminile, ripetuto con un’insistenza quasi comica. Nelle versioni pensate per le radio britanniche e di altri mercati quella parola è stata sostituita con “lovin'”, e il titolo ufficiale ha scelto la via più elegante delle parentesi: “Miss That”, mi manca quello, lasciando all’ascoltatore il compito di completare la frase.
È un gioco consapevole. La melodia dolce e la produzione curata di Polow da Don e D. Smith fanno da maschera a un testo che dice esattamente quello che sembra, e l’effetto sta tutto nello scarto fra ciò che si sente e ciò che si capisce. Chi non conosce l’inglese ascolta una ballata R&B raffinata; chi lo conosce sorride, o arrossisce.
André 3000 cambia il punto di vista
Se Lloyd piange ciò che ha perso, la strofa di André 3000 degli Outkast rovescia la prospettiva. In una raffica di giochi di parole presi dal mondo dei motori — l’olio da cambiare, i pezzi di ricambio, un meccanico fin troppo abile — si rivolge a una donna che le riviste e l’immagine hanno trasformato: da quando si è messa a dieta e ha cominciato a inseguire un modello che non era il suo, non è più la persona di cui lui si era innamorato. La chiusa è secca: il loro futuro è finito.
È il momento più scritto del brano, e quello che più di ogni altro gli dà spessore. Non c’è più soltanto il lamento di chi si sente tradito, ma l’amarezza di chi ha visto qualcuno smarrirsi inseguendo l’approvazione degli altri. Nella stessa canzone convivono così due modi opposti di rimpiangere un’ex: con la pancia e con la testa.
È una canzone che finge di essere una ballata soul per poter dire, sottovoce e con il sorriso, quello che nessuna ballata soul avrebbe mai detto ad alta voce.
Un successo arrivato più in Europa che in America
Il brano è il terzo singolo di King of Hearts, quarto album di Lloyd, uscito a luglio 2011 per Interscope con Polow da Don come produttore esecutivo. Sulla Washington Post, Allison Stewart scrisse che era l’unica traccia del disco capace di suscitare una reazione forte. Pubblicato come singolo il 9 agosto 2011, negli Stati Uniti si è però fermato al numero 79 della Billboard Hot 100 e al 43 della classifica R&B/Hip-Hop.
Fuori dall’America è andata in tutt’altro modo. Nel Regno Unito ha raggiunto il numero 3 della classifica dei singoli, restandoci per una ventina di settimane, e il primo posto della classifica Hip Hop/R&B; in Australia è arrivato al numero 3 con tre dischi di platino, ed è entrato nella top 10 anche in Irlanda, nei Paesi Bassi e in Austria. Nel Regno Unito ha ottenuto il disco d’oro: ancora oggi resta il brano di Lloyd più conosciuto nel mondo.
Curiosità: nel video, diretto da Bryan Barber e presentato a settembre 2011 nel programma televisivo 106 & Park, né André 3000 né Lil Wayne compaiono. Le loro parti le mimano il comico Wayne Brady e un gatto animato al computer, mentre Lloyd, in completo e microfono cromato, si esibisce come un cantante soul dei primi anni Sessanta davanti alla sua band.
Titolo: Dedication to My Ex (Miss That)
Artista: Lloyd, con André 3000 e Lil Wayne
Album: King of Hearts
Anno: 2011 (singolo, 9 agosto)
Autori: Dreshan Smith, Jamal F. Jones (Polow da Don), Dwayne Carter Jr. (Lil Wayne), André Benjamin (André 3000)
Produttori: Polow da Don, D. Smith
Etichetta: Interscope
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Dedication to My Ex (Miss That), catalogata sotto Lil Wayne, mentre il resto del catalogo del cantante è raccolto nella pagina di Lloyd.
le canzoni americane pop hanno un ritmo incredibile, orecchiabile cantabile e ballabile, ma le parole sono di una pochezza unica, chissà se riuscissero ad accoppiare il ritmo alle parole più creative e significative.