“Il tempo guarisce ogni cosa” è una delle frasi più abusate quando si parla di amore finito, e proprio per questo è difficile scriverci sopra una canzone che non suoni banale. Leona Lewis ci riesce con “Better in Time”, il brano che nel 2008 la trasforma da vincitrice di un talent britannico a popstar con un pubblico internazionale vero.

Da un talent show al debutto discografico

Leona Lewis vince la terza edizione di X Factor UK nel dicembre 2006, e l’anno dopo pubblica il suo album di debutto, Spirit (2007), scritto in gran parte da altri autori — come normale per un’artista appena uscita da un talent. “Better in Time” porta la firma di J. R. Rotem e Andrea Martin, con la produzione dello stesso Rotem: due nomi che negli stessi anni scrivono e producono per Rihanna, Britney Spears e Sean Kingston, e che qui costruiscono per Lewis un pezzo pensato su misura per la sua voce, capace di reggere sia i passaggi sussurrati sia i picchi acuti del ritornello.

Il tema: non dimenticare, ma reggere

Il testo non racconta una rottura come un dramma da superare in un colpo solo, ma come qualcosa che si porta addosso ancora per un po’, mentre la vita intorno continua comunque ad andare avanti.

“It’s been the longest winter without you” — l’apertura del brano non promette una guarigione immediata: dice solo che l’inverno è stato lungo, e che è ancora lì.

È una differenza sottile ma importante rispetto a tante ballad sul cuore spezzato: qui non c’è la promessa di un lieto fine imminente, solo la certezza che col tempo le cose miglioreranno — da cui il titolo. Un’idea abbastanza universale da funzionare a prescindere dai dettagli della storia che l’ha ispirata, e infatti il brano è diventato negli anni una delle canzoni più ascoltate da chi cerca conforto dopo una separazione.

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Un successo globale, non solo britannico

Pubblicato come secondo singolo di “Spirit” il 25 febbraio 2008, “Better in Time” arriva fino al numero 2 della classifica singoli del Regno Unito, ma soprattutto conferma quello che il primo singolo (“Bleeding Love”) aveva solo iniziato a mostrare: che Lewis può funzionare anche fuori dai confini britannici. Il brano entra in top ten in Australia, Canada, Germania, Irlanda e Nuova Zelanda, oltre che — dato che riguarda direttamente il pubblico di questo archivio — in Italia, e arriva all’undicesimo posto della Billboard Hot 100 statunitense, un risultato raro per un’artista europea uscita da un talent show locale.

Perché è diventata una delle sue canzoni simbolo

A differenza di molti singoli di debutto, “Better in Time” non è rimasta un episodio isolato nella carriera di Lewis: insieme a “Bleeding Love”, resta uno dei due o tre brani con cui il suo nome viene associato ancora oggi, anni dopo l’uscita di “Spirit”. Merito soprattutto dell’equilibrio fra la scrittura di Rotem e Martin — orecchiabile ma mai furba — e un’interpretazione vocale che passa senza sforzo apparente dai toni più trattenuti della strofa all’esplosione del ritornello, la caratteristica che aveva già convinto il pubblico di X Factor due anni prima.

Curiosità: gli stessi autori, J. R. Rotem e Andrea Martin, negli stessi anni scrivono anche per Rihanna e Sean Kingston — non è un caso che “Better in Time” suoni riconoscibilmente da metà anni 2000 nella sua costruzione, pur restando ancora oggi fra i brani più ascoltati di Lewis.

Nell’archivio storico di Airdave questa pagina ha raccolto 2.665 letture e 123 stampe.

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Titolo: Better in Time
Artista: Leona Lewis
Album: Spirit
Anno: 2008 (singolo, 25 febbraio)
Autori: J. R. Rotem, Andrea Martin
Produttore: J. R. Rotem

La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Better in Time, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Leona Lewis.