Poche canzoni italiane hanno un titolo che costringe a fermarsi prima ancora di premere play. “S.E.N.I.C.A.R.” di Marracash con Guè Pequeno si presenta come una sigla, con i punti fra una lettera e l’altra, e sembra promettere un acronimo da decifrare. Non lo è: è un cognome, ed è la chiave di tutto il pezzo.
Il titolo è un nome proprio
La lettura che si è imposta fin dall’uscita è che Senicar stia per Nina Senicar, modella e attrice serba naturalizzata italiana, molto presente nella televisione e nella pubblicità di quegli anni. Scriverlo come una sigla è il trucco che fa il pezzo: prende un nome che il pubblico associa a una certa idea di bellezza patinata e lo trasforma in un’insegna, in un marchio.
È un’operazione tipica del rap di quel periodo, e Marracash la fa con più consapevolezza della media. Il nome non serve a raccontare una persona reale — di lei, nel brano, non si sa nulla — serve a nominare un oggetto del desiderio che sta insieme a macchine, vestiti e status. La donna diventa una voce dell’elenco, ed è esattamente il punto su cui il pezzo chiede di essere giudicato.
Di cosa parla davvero
Sotto la superficie da brano di ostentazione, “S.E.N.I.C.A.R.” mette in fila i simboli di una scalata: il denaro, il successo, le donne come trofeo, il quartiere lasciato alle spalle ma mai davvero dimenticato. È il repertorio classico del genere, e chi lo ascolta cercando una critica sociale esplicita non la troverà.
Quello che lo distingue è il tono. Marracash non celebra e basta: lascia intravedere che l’elenco è un elenco, che quel modo di misurare il proprio valore è una gabbia oltre che un premio. Non lo dichiara mai apertamente — sarebbe stato retorico e fuori registro — ma l’ironia con cui costruisce il titolo è già una presa di distanza. Chi trasforma un cognome in una sigla sta anche dicendo che quel desiderio è un prodotto confezionato.
Trasformare un nome proprio in una sigla è già una dichiarazione: il desiderio, qui, è un marchio prima che una persona.
Due voci che si completano
La presenza di Guè Pequeno non è un ospite messo lì per il peso del nome. I due arrivano dalla stessa scena milanese e hanno registri complementari: Marracash lavora sulla costruzione, sulle immagini che si incastrano, mentre Guè porta una spavalderia più diretta e più tagliente. Il contrasto fra i due approcci è la ragione per cui il pezzo non si appiattisce sul suo stesso ritornello.
È anche una fotografia di un momento preciso del rap italiano. All’inizio degli anni Dieci il genere stava uscendo dalla nicchia e non era ancora la musica mainstream che sarebbe diventata poco dopo: i due si muovono ancora in un territorio dove rivendicare il successo era una posizione da difendere, non un dato acquisito.
Il disco in cui si trova
Il brano è contenuto in “King del Rap”, uscito nel 2011. È il disco con cui Marracash rivendica apertamente un primato, a partire dal titolo, e in cui l’ostentazione è insieme contenuto e strategia. Chi lo ascolta oggi, sapendo dove sarebbe arrivato l’autore negli anni successivi con dischi molto più introspettivi, ci trova un capitolo che ha senso solo se letto come una tappa.
Curiosità: nell’archivio storico di Airdave la pagina di questo brano è stata stampata venti volte. È un numero piccolo in assoluto, ma dice qualcosa: erano gli anni in cui il testo di una canzone lo si portava via su carta, e un pezzo di rap italiano con giochi di parole fitti era esattamente il tipo di testo che si voleva rileggere con calma.
Perché il titolo continua a funzionare
A distanza di più di dieci anni “S.E.N.I.C.A.R.” resta uno dei titoli più citati del suo autore, e il motivo non è il brano in sé ma proprio quell’invenzione grafica. Un titolo che sembra un codice costringe chi lo incontra a cercarne il senso — ed è la ragione per cui, ancora oggi, la domanda più frequente su questa canzone non riguarda cosa dice, ma cosa vuol dire il nome.
La risposta, per una volta, è più semplice di quanto la forma lasci pensare. Ed è anche la parte più interessante: un pezzo costruito sull’eccesso trova la sua idea migliore in un gesto minimo, mettere sei punti dentro un cognome.
Titolo: S.E.N.I.C.A.R.
Artisti: Marracash feat. Guè Pequeno
Album: King del Rap
Anno: 2011
La scheda del brano è nell’archivio alla pagina di S.E.N.I.C.A.R., mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Marracash.
È sbagliata in un sacco di punti. Magari controllare ciò che si scrive prima di pubblicare???
Ci sono intere frasi che mancano! o.o E quelle che ci sono sono sbagliate .. wow.
Un album da paura!
fa skifo mancano pezzi e ci sono un sacco di errori -.-