«Meraviglioso» non è una canzone dei Negramaro nel senso stretto del termine: è una cover, e per capirla davvero bisogna partire da chi l’ha scritta quarant’anni prima di loro. Il brano originale porta la firma di Domenico Modugno, pubblicato nel 1968 come lato di un singolo insieme a «Non sia mai». I Negramaro lo hanno riportato all’attenzione del pubblico più giovane nel 2008, includendolo nel loro album dal vivo San Siro Live.

Un uomo su un ponte, e un angelo travestito da passante

Il testo racconta, in prima persona, il momento più buio possibile: un uomo si trova di notte su un ponte, guarda l’acqua scura sotto di sé con «la dannata voglia» di gettarsi giù. È a quel punto che qualcuno lo ferma alle spalle — «forse un angelo vestito da passante» — e lo convince a restare, spiegandogli quanto sia meraviglioso il mondo che stava per lasciare. Non è un testo che nega il dolore: lo riconosce, e proprio per questo la sua consolazione suona credibile invece che consolatoria a buon mercato.

Scartata da Sanremo, un anno dopo Tenco

Il testo, scritto da Riccardo Pazzaglia, avrebbe dovuto portare Modugno al Festival di Sanremo 1968, ma la commissione esaminatrice lo scartò. Il motivo, ricostruito negli anni anche da chi faceva parte della giuria, è che una canzone imperniata sul tentativo di suicidio sembrava fuori luogo a distanza di appena un anno dalla morte di Luigi Tenco, suicidatosi proprio durante il Festival di Sanremo del 1967. Un contesto che rende ancora più delicato un testo che, letto oggi, sembra scritto apposta per superare quel lutto collettivo.

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Il brano, di conseguenza, non conosce un successo immediato: bisogna aspettare il 1971, con un nuovo arrangiamento firmato da Piero Pintucci, perché “Meraviglioso” diventi uno dei pezzi più amati del repertorio di Modugno — un percorso lento, quasi opposto a quello della maggior parte dei classici sanremesi.

Perché i Negramaro hanno scelto proprio questo brano

Il gruppo salentino ha spiegato la scelta della cover come un gesto di speranza rivolto al proprio pubblico: in un momento che la band stessa definiva difficile, riportare alla luce un brano che insegna a guardare il dolore come prova di essere vivi, e non come condanna, è sembrata la scelta più coerente con il proprio modo di stare sul palco.

Un autore già leggenda

Quando scrive “Meraviglioso”, Modugno è già un artista affermatissimo: dieci anni prima, nel 1958, aveva vinto Sanremo con “Nel blu dipinto di blu” — “Volare” — diventata una delle canzoni italiane più conosciute al mondo. Il rifiuto del 1968 arriva quindi non a un esordiente, ma a uno degli artisti più rispettati della musica italiana dell’epoca, a conferma di quanto la vicenda Tenco pesasse ancora sulle scelte della manifestazione.

D’un tratto qualcuno alle mie spalle, forse un angelo vestito da passante, mi portò via dicendomi così

Cantata dal vivo, «Meraviglioso» acquista un peso diverso rispetto alla versione originale: il pubblico di uno stadio che canta in coro un testo sul valore della vita è un’esperienza collettiva che amplifica il messaggio del brano, trasformandolo quasi in un inno condiviso più che in una confessione solitaria.

Curiosità: il brano originale di Modugno, pubblicato nel 1968, usciva sullo stesso 45 giri insieme a «Non sia mai» — le due canzoni erano pensate come un dittico, uscite insieme e non l’una a discapito dell’altra.

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Titolo: Meraviglioso
Interprete: Negramaro (cover)
Autore originale: Domenico Modugno
Anno originale: 1968
Versione Negramaro: San Siro Live, 2008

La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Meraviglioso, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina dei Negramaro.