Ci sono canzoni pensate a tavolino per diventare un tormentone, e canzoni che nascono per caso mentre si sta facendo altro. Buzzin’ di Shwayze appartiene decisamente alla seconda categoria: quello che oggi è il brano più conosciuto dell’artista di Malibu è nato da un freestyle improvvisato in studio, insieme al produttore e amico Cisco Adler, senza l’intenzione dichiarata di scrivere un singolo.

Da un freestyle in studio al primo singolo

Shwayze, all’anagrafe Aaron Smith, arriva alla musica dopo un’infanzia passata tra le spiagge della California del sud, un contesto che si sente in ogni scelta sonora del suo debutto. Buzzin’ nasce nel 2007 durante una sessione con Cisco Adler, già noto negli ambienti musicali losangeleni per il suo fiuto da produttore: i due improvvisano un ritornello e un giro di parole sull’attrazione istantanea per una ragazza conosciuta a una festa in giardino, e quello che doveva essere solo un esperimento diventa la base del brano. Non è un episodio isolato nel loro modo di lavorare: buona parte del repertorio del duo nasce così, da session informali più vicine a una jam tra amici che a una scrittura pianificata a tavolino. Pubblicato il 15 gennaio 2008 su Suretone Records e Geffen Records, Buzzin’ viene scelto come primo singolo dell’album di debutto omonimo, uscito il 19 agosto dello stesso anno.

Il suono di Malibu che arriva in classifica

Il brano si inserisce in un genere che Cisco Adler, con la sua produzione, ha contribuito a definire: un ibrido di hip-hop parlato, reggae e chitarre da spiaggia che i fan hanno battezzato informalmente Malibu sound, al punto che ad Adler è rimasto addosso il soprannome scherzoso di Dr. Dre della musica da spiaggia. È un genere che si distingue apposta dall’hip-hop più aggressivo che dominava le classifiche di quegli anni: ritmi rilassati, atmosfere solari, testi che raccontano feste all’aperto invece che strada e conflitto. Buzzin’ entra nella Billboard Hot 100 arrivando alla posizione 46, tocca la 18 nella classifica delle vendite digitali e la 35 negli airplay pop: numeri non enormi per l’epoca, ma sufficienti a far conoscere Shwayze oltre la scena californiana in cui era cresciuto. Dieci anni più tardi, nel febbraio 2018, il singolo ottiene la certificazione Oro dalla RIAA per le vendite ed equivalenti accumulati nel tempo, un riconoscimento tardivo che conferma quanto il pezzo abbia continuato a girare ben oltre l’estate della sua uscita, complice anche la lunga coda di ascolti in streaming che canzoni così leggere e orecchiabili tendono ad accumulare negli anni.

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Di cosa parla davvero il testo

Il testo non nasconde ambizioni: racconta un incontro a una festa in giardino, vicino al bar, e l’elettricità istantanea con una ragazza che continua a guardare come se lo conoscesse già. Il verbo buzzin’, nel gergo americano, indica proprio quella sensazione di eccitazione leggera e un po’ euforica, lo stesso ronzio che si prova quando qualcosa, un incontro, un momento, un’atmosfera, accende l’attenzione all’improvviso. Non è un caso che il ritornello ripeta ossessivamente quella parola: è costruito per restare in testa esattamente come l’emozione che descrive, semplice e diretta, senza secondi livelli di lettura da cercare. È una scrittura che punta tutto sull’immediatezza, non sulla profondità, e proprio per questo funziona bene come colonna sonora di un’estate: si capisce al primo ascolto, e non chiede altro all’ascoltatore che lasciarsi trascinare dal ritmo.

Il seguito e l’eredità del brano

Dopo Buzzin’, Shwayze e Cisco Adler pubblicano Corona and Lime come secondo singolo, arrivando ancora più in alto in classifica, alla posizione 23, e consolidando quello stile vacanziero fatto di spiagge, birre e chitarre acustiche. I due brani insieme diventano la colonna sonora non ufficiale di un’estate americana, e ancora oggi vengono ricordati come l’esempio più riuscito di quel filone: leggero nei contenuti, ma scritto con un senso della melodia che ha permesso a Buzzin’ di sopravvivere ben oltre la moda del momento in cui è nato. Il duo continuerà a lavorare insieme negli anni successivi, ma nessun altro brano riuscirà a replicare esattamente la stessa formula di semplicità e immediatezza che ha reso Buzzin’ il pezzo che la gente ancora associa per primo al nome Shwayze.

Nato per caso durante un freestyle, Buzzin’ ha finito per definire un intero suono estivo: la prova che a volte le canzoni più naturali sono anche le più difficili da programmare a tavolino.

Curiosità: Cisco Adler, il produttore e coautore del brano, viene soprannominato scherzosamente il Dr. Dre della musica da spiaggia per il ruolo che ha avuto nel definire il suono rilassato e solare associato a Malibu a metà anni 2000.

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Titolo: Buzzin’
Artista: Shwayze
Album: Shwayze
Anno: 2008 (singolo il 15 gennaio, album il 19 agosto)
Etichetta: Suretone Records / Geffen Records
Autori: Shwayze (Aaron Smith) e Cisco Adler

La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Buzzin’, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di Shwayze.