Poche cose sono più italiane del sospetto che chi si mostra tanto, in fondo, stia recitando. Tutta scena di J-Ax prende quel sospetto e lo mette in un pezzo dance-pop da cantare a voce alta: l’apparenza inganna, dice, e lo dice ballando invece che facendo la predica. È l’ultimo singolo di un disco che sul tema dell’autenticità aveva costruito perfino il titolo.

Il quinto singolo di Meglio prima (?)

Il brano esce il 28 febbraio 2012 come quinto estratto da Meglio prima (?), quarto album da solista di J-Ax, pubblicato da Best Sound. La registrazione è del 2011 e la produzione è di Franco Godi, un nome che nel rap italiano vuol dire molto: è il produttore storico degli Articolo 31. Il pezzo dura tre minuti e trentotto, e sta dalla parte del pop rap più che del rap puro.

Il punto interrogativo nel titolo dell’album non è un vezzo grafico: è la domanda che accompagna J-Ax da quando ha lasciato gli Articolo 31, cioè se fosse meglio prima. Un disco che si intitola così sta già dicendo che l’idea di autenticità è il campo su cui vuole giocare.

L’apparenza, e chi la maneggia

Il senso del brano sta tutto nello scarto fra quello che una persona mostra e quello che è. È la lettura con cui il pezzo è stato presentato all’epoca — l’abito non fa il monaco, tradotto in un ritornello — e il video, uscito il 23 febbraio 2012 sul canale dell’artista, la mette in immagini prima ancora che il singolo arrivi nei negozi.

La scelta musicale rafforza il discorso invece di contraddirlo. Un rapper che canta l’ipocrisia su una base scura e minacciosa farebbe la cosa prevedibile; farlo su una base da pista da ballo, con i cori in evidenza, significa mettere l’ascoltatore dentro la festa di cui sta parlando male. Il brano funziona proprio perché non si tira fuori dalla scena che descrive.

Il pezzo non accusa la gente che si mette in mostra: accusa il patto silenzioso per cui tutti fingono di crederci, e quel patto lo si firma anche ballando.

Dove si colloca nella carriera

Nel 2012 J-Ax è già in una fase diversa da quella che lo aveva reso famoso: il rap di strada degli anni Novanta ha lasciato spazio a un pop che dialoga con il grande pubblico, e Tutta scena è uno dei pezzi che segnano quel passaggio. Nella sua discografia sta fra “Altra vita” (2011) e “Brillo ma da lucido” (2012), cioè in mezzo al periodo in cui la scrittura si fa più diretta e meno legata al gergo.

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Curiosità: la produzione di Franco Godi collega questo brano al catalogo degli Articolo 31, di cui Godi è stato il produttore. In un album che si chiede se fosse meglio prima, affidarsi allo stesso uomo che aveva firmato il suono del “prima” è una risposta data con i fatti invece che con le parole.

Perché riascoltarla

A distanza di anni Tutta scena resta interessante per una ragione che nel 2012 era meno evidente: la discussione su cosa sia autentico e cosa sia costruito, allora limitata ai personaggi dello spettacolo, oggi riguarda chiunque abbia un profilo social. Il pezzo l’aveva messa in musica prima che diventasse un fatto quotidiano.

Titolo: Tutta scena
Artista: J-Ax
Album: Meglio prima (?)
Uscita del singolo: 28 febbraio 2012
Etichetta: Best Sound
Produttore: Franco Godi
Durata: 3:38

La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Tutta scena, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di J-Ax.