Nel gennaio del 2013 David Bowie compie sessantasei anni e pubblica un singolo a sorpresa, dopo dieci anni di silenzio. Due mesi più tardi esce l’album The Next Day. La canzone che gli dà il titolo, e lo apre, è un pezzo duro e scuro, su un uomo inseguito da una folla.

Un disco registrato in segreto

Il brano è la prima traccia di The Next Day, venticinquesimo album in studio di Bowie, pubblicato l’8 marzo 2013 in Australia e in diversi paesi europei, l’11 marzo nel Regno Unito e il 12 in Nord America, da ISO Records con Columbia. Le sessioni sono andate avanti dal maggio 2011 all’ottobre 2012, soprattutto al Magic Shop di New York, con tutti i musicisti legati da un accordo di riservatezza: la casa discografica ne è venuta a sapere soltanto nell’ottobre 2012.

Il primo singolo, “Where Are We Now?”, esce l’8 gennaio 2013, giorno del sessantaseiesimo compleanno di Bowie. L’album arriva al primo posto nel Regno Unito e al secondo negli Stati Uniti. La copertina riprende quella di “Heroes” del 1977, firmata da Jonathan Barnbrook: un quadrato bianco con il titolo copre il volto di Bowie, e il vecchio titolo è barrato.

Come è stata registrata

La produzione è di David Bowie e Tony Visconti. Secondo la ricostruzione di Chris O’Leary, la base strumentale è stata registrata il 2 maggio 2011 e la voce il 16 marzo 2012, fra il Magic Shop e gli Human Worldwide, entrambi a New York. Alla chitarra suonano David Torn e Gerry Leonard, al basso Gail Ann Dorsey, alla batteria Zachary Alford. Visconti cura anche gli archi, scritti insieme a Bowie.

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Di cosa parla

La canzone racconta una storia, ma non la spiega. Un uomo viene portato per strade e vicoli da una folla che grida e vuole spettacolo. Alla testa c’è un prete pieno d’odio, e il condannato è trascinato fino ai suoi piedi. In mezzo c’è un uomo che costruisce sculture di carta e le porta al fiume, e un finale in cui il protagonista dice di essere ancora lì, non del tutto morto, con il corpo abbandonato su un albero cavo.

Non c’è una sola lettura. La più immediata è un attacco all’ipocrisia: il testo dice che certi uomini lavorano con il diavolo vestiti da santi, e sono sicuri che Dio esista perché glielo ha detto il diavolo. La nostra lettura è che la ripetizione finale, il giorno dopo, e quello dopo ancora, parli anche di Bowie: un artista che molti davano per finito e che continua, un giorno dopo l’altro.

The Next Day è una canzone sulla resistenza: perseguitato, trascinato, quasi morto, il protagonista è ancora lì il giorno dopo.

Il video e la polemica

Il video, diretto da Floria Sigismondi, esce l’8 maggio 2013. Bowie canta in un locale chiamato The Decameron, pieno di figure religiose e di donne seminude. Gary Oldman interpreta un prete, Marion Cotillard una donna che riceve le stimmate. Alla fine lei appare rinata come una ragazzina innocente, e Bowie ringrazia Gary, Marion e tutti prima di sparire.

Circa due ore dopo la pubblicazione YouTube toglie il video, per violazione delle regole del servizio, e poi lo rimette con il divieto ai minori, ammettendo di avere sbagliato. Bill Donohue della Catholic League lo definisce “un pasticcio”, l’ex arcivescovo di Canterbury George Carey lo giudica puerile. Il sito di Bowie risponde con una pagina intitolata “The Next Day the day after”, dove spiega che gli occhi su un piatto, presenti nel video, sono un riferimento a Santa Lucia.

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Curiosità: il singolo “The Next Day” è uscito il 17 giugno 2013 in un’edizione limitata, un 45 giri bianco e quadrato con il brano su entrambi i lati.

Un titolo, un ritorno

Con “The Next Day” Bowie apre il suo primo disco dopo dieci anni con una canzone che dice che non è finita. Il pezzo è duro, teatrale e provocatorio, e nel video non fa niente per rassicurare. Per questo il video fece discutere al momento dell’uscita.

Titolo: The Next Day
Artista: David Bowie
Album: The Next Day (2013), traccia 1
Singolo: 17 giugno 2013 (terzo estratto)
Autore: David Bowie
Produttori: David Bowie e Tony Visconti
Etichetta: ISO Records / Columbia
Regia del video: Floria Sigismondi
Durata: 3:27

La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di The Next Day, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina di David Bowie.