Nel febbraio del 2000 gli Oasis erano una band in tre. Bonehead e Guigsy, due dei fondatori, se n’erano andati nell’agosto precedente, a disco quasi finito, e Go Let It Out è il primo singolo pubblicato dopo quelle due partenze. Sapendolo, la canzone si ascolta diversamente: è il pezzo con cui un gruppo che tutti davano per finito annuncia di essere ancora lì.
Il primo singolo del quarto album
Esce il 7 febbraio 2000 per Big Brother, ad anticipare Standing on the Shoulder of Giants. Lo scrive Noel Gallagher, che lo produce insieme a Mark Stent. In studio, di fatto, ci sono solo tre persone: Liam alla voce, Noel a chitarre, basso, mellotron e organo Hammond, Alan White alla batteria. Gli altri strumenti che si sentono li ha suonati Noel.
Il risultato in classifica è netto: primo posto nel Regno Unito, e primo anche in Irlanda, Italia, Spagna e Canada, con il disco d’oro britannico per oltre quattrocentomila copie. Per una band data per spacciata dai giornali, era la risposta più semplice possibile.
Il giro di batteria che non è degli Oasis
La prima cosa che si sente non l’hanno suonata loro. Il brano è costruito su un campionamento ritmico preso dalla versione che Johnny Jenkins incise di “I Walk on Gilded Splinters” di Dr. John: un giro sbilenco, quasi paludoso, che non somiglia a niente di quello che gli Oasis avevano fatto prima. Sopra ci mettono chitarre e mellotron, e ne esce un pezzo dall’andatura strascicata.
È in quel contrasto che sta il carattere della canzone: una base presa dal blues psichedelico americano e una melodia che guarda dritta a Liverpool. Noel l’ha definita la cosa più vicina a un suono da Beatles dei giorni nostri che siano mai riusciti a fare — un paragone che negli Oasis non era mai una battuta.
Cosa dice, e perché resta vaga apposta
Il titolo è un invito: lascia andare, tira fuori quello che hai dentro. Il testo procede per immagini contrapposte e frasi fatte rovesciate, senza raccontare una storia né descrivere una persona. Non è pigrizia di scrittura: è il modo in cui Noel Gallagher ha sempre scritto i pezzi destinati a essere cantati in ventimila insieme, dove conta che ognuno ci veda la propria situazione.
Go Let It Out funziona come funzionano gli inni: non spiega niente a nessuno, dà solo il permesso di lasciar perdere qualcosa.
Letta nel contesto del 1999, però, una direzione ce l’ha. Il gruppo aveva appena perso due pezzi della sua formazione storica ed era reduce da un album, “Be Here Now”, stroncato dopo essere stato osannato. Un brano che invita a buttare fuori e andare avanti, in quel momento, era anche un discorso interno.
Un disco di passaggio
Standing on the Shoulder of Giants uscì tre settimane dopo il singolo e arrivò primo in classifica britannica, ma è ricordato come il disco più incerto degli Oasis: quello in cui la band prova a cambiare pelle senza avere ancora deciso quale. Noel Gallagher ne firma tutte le canzoni tranne una e ne cura la produzione insieme a Mark Stent, il tecnico che negli anni Novanta aveva lavorato con Massive Attack e Madonna — una scelta che dice quanto il gruppo volesse allontanarsi dal muro di chitarre dei dischi precedenti.
Per il pubblico italiano quel passaggio è meno scontato di quanto sembri: Go Let It Out arrivò prima in classifica anche da noi, in un anno in cui il britpop era considerato una stagione finita. È uno dei motivi per cui, a distanza di venticinque anni, la canzone viene ancora cercata.
Il video, e quel che venne dopo
Il video lo dirige Nick Egan, girato nel Surrey nel novembre 1999, e mette in scena proprio la stranezza del momento: gli strumenti sono scambiati, Liam imbraccia la chitarra ritmica e Noel il basso. Una band che si ricompone davanti alla telecamera mostrando di sapere che la formazione non è più quella di prima.
Standing on the Shoulder of Giants uscì poche settimane dopo e arrivò primo in Gran Bretagna, ma è ricordato come un disco di transizione. La storia degli Oasis sarebbe proseguita per altri nove anni, fino alla rottura del 2009, e i due fratelli sono tornati a suonare insieme soltanto nel 2025, con una reunion che ha riempito quarantuno concerti.
Curiosità: nel video Liam suona la chitarra e Noel il basso, cioè nessuno dei due fa quello che fa davvero sul disco. Con due membri appena usciti dalla band, era anche il modo più diretto di dire che il gruppo si sarebbe riorganizzato come gli pareva.
Titolo: Go Let It Out
Artista: Oasis
Album: Standing on the Shoulder of Giants (2000)
Singolo: 7 febbraio 2000
Autore: Noel Gallagher
Produttori: Noel Gallagher, Mark Stent
Etichetta: Big Brother
Classifica: n. 1 in Regno Unito, Irlanda, Italia, Spagna e Canada; disco d’oro britannico
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Go Let It Out, insieme al resto del catalogo nella pagina degli Oasis.