Quasi tutti conoscono Underdog senza sapere di conoscerla. È il pezzo che parte quando un giocatore di snooker entra in sala, quando un pugile cammina verso il ring, quando un trailer deve sembrare minaccioso nei primi otto secondi. In Italia è arrivata così: non dalla radio, ma da un sottofondo che tornava dappertutto e che a un certo punto costringeva a cercare come si chiamasse.
Il quarto singolo, non il primo
Il brano esce come singolo il 26 ottobre 2009, tratto da West Ryder Pauper Lunatic Asylum, terzo album dei Kasabian. È l’ultimo dei quattro estratti dal disco, non l’apripista: una precisazione che vale la pena fare perché la confusione gira da anni, anche per colpa di quanto il pezzo è diventato riconoscibile rispetto agli altri. Lo firma Sergio Pizzorno, che lo produce insieme a Dan the Automator, con Tom Meighan alla voce, Chris Edwards al basso e Ian Matthews alla batteria.
L’album intorno a cui ruota non era un disco qualsiasi per la band di Leicester, in attività dal 1997: arrivò primo in classifica britannica e ci restò due settimane, ottenne una candidatura al Mercury Prize nel 2009 e fu seguito, l’anno dopo, dal Brit Award come miglior gruppo britannico. È il momento in cui i Kasabian smettono di essere una promessa e diventano una band da festival.
Trentaduesimo posto, disco di platino
In classifica britannica il singolo si ferma al trentaduesimo posto, un risultato modesto. Anni dopo lo stesso brano risulta certificato disco di platino nel Regno Unito, cioè oltre seicentomila unità fra vendite e ascolti in streaming. Fra quei due numeri c’è tutta la storia di questa canzone: non ha vinto la settimana d’uscita, ha vinto il decennio successivo.
È una traiettoria che il conteggio delle vendite tradizionali non avrebbe mai fotografato. Underdog non è mai stata una hit da classifica: è diventata un brano d’uso, uno di quelli che vengono scelti quando serve una certa temperatura emotiva, e ogni impiego ne ha allargato il pubblico invece di consumarlo.
Perché funziona come musica d’ingresso
Il motivo è nella costruzione. Il pezzo parte già in mezzo all’azione, con un giro basso e ripetuto che non ha bisogno di introduzione, e tiene la stessa tensione per tutta la durata senza mai sciogliersi in un ritornello consolatorio. È musica che promette qualcosa che sta per succedere, non qualcosa che è appena successo. Chi sceglie un brano per far entrare un atleta cerca esattamente questo: un’andatura, non una melodia.
Underdog non racconta una vittoria: racconta i secondi prima, quando non si sa ancora come andrà a finire, ed è lì che uno decide chi essere.
Il titolo, e cosa significa scegliersi quel ruolo
La parola inglese underdog indica chi parte sfavorito: il perdente designato, quello su cui nessuno scommette. Nel brano non è una lamentela, è una posizione rivendicata. Il protagonista non chiede di essere considerato alla pari: si presenta con la spavalderia di chi sa di non esserlo e ne fa un vantaggio, perché chi non ha niente da difendere può permettersi qualunque mossa.
È una lettura nostra, non una dichiarazione della band, ma si accorda con i Kasabian di quegli anni: un gruppo di provincia che si muoveva come se suonasse già negli stadi mentre suonava ancora nei club, e che da quella sproporzione ha ricavato la propria identità sonora. L’arroganza, qui, è un travestimento dell’insicurezza — ed è il motivo per cui la canzone funziona tanto bene addosso a chi sta per affrontare qualcosa di più grande di sé.
Dove l’avete sentita, e dove sono oggi
L’elenco degli impieghi spiega la seconda vita del pezzo: il film Takers del 2010, la pubblicità Carlsberg per i Mondiali dello stesso anno, le serie britanniche Misfits e Mongrels, Top Gear, i videogiochi Need for Speed: Shift e Asphalt 8, la campagna Race for Life di Cancer Research UK. Kelly Rowland ne ha inciso una versione per la Live Lounge di BBC Radio 1 nel 2010, e nello sport è diventata musica d’ingresso personale, dal giocatore di snooker Mark Selby al pugile George Groves.
La band nel frattempo è cambiata: Tom Meighan, la voce che si sente qui, ha lasciato il gruppo nel luglio 2020, e da allora il cantante è Sergio Pizzorno, che le canzoni le scriveva già. I Kasabian non si sono fermati — il 4 settembre 2026 è uscito Act III, il nono album in studio, chiusura di una trilogia cominciata nel 2022.
Curiosità: George Groves scelse Underdog per camminare verso il ring a Wembley, davanti a decine di migliaia di persone. Un brano fermo al trentaduesimo posto in classifica è diventato, di fatto, un genere di suono: quello che accompagna chi entra sapendo di non essere il favorito.
Titolo: Underdog
Artista: Kasabian
Album: West Ryder Pauper Lunatic Asylum (2009)
Singolo: 26 ottobre 2009
Autore: Sergio Pizzorno
Produttori: Dan the Automator, Sergio Pizzorno
Etichetta: RCA
Classifica: n. 32 nel Regno Unito, disco di platino britannico
La scheda del brano si trova nell’archivio alla pagina di Underdog, mentre il resto del catalogo è raccolto nella pagina dei Kasabian.