Il 5 settembre 2026 Freddie Mercury avrebbe compiuto 80 anni. Di canzoni per ricordarlo ce ne sarebbero decine, ma ce n’è una che più di tutte racconta l’uomo dietro il mito: Love of My Life, la ballata che scrisse per la persona più importante della sua vita.

Love of My Life: il significato del testo

Sulla carta è una supplica: chi canta si rivolge all’amore della sua vita che se ne sta andando, chiedendole di non ferirlo, di ripensarci, di ricordare quello che sono stati. Ma sotto la superficie c’è qualcosa di più complesso di una semplice canzone d’addio: c’è la consapevolezza che certi legami non finiscono quando finisce la relazione. Cambiano forma, ma restano.

Ed è esattamente quello che accadde nella vita reale di chi l’ha scritta.

Mary Austin: la donna dietro la canzone

Freddie Mercury conobbe Mary Austin a Londra nei primissimi anni Settanta, quando i Queen erano ancora una band in cerca di fortuna. Vissero insieme per anni, si amarono profondamente, e Freddie le scrisse questa canzone, pubblicata nel 1975 su A Night at the Opera — lo stesso album di Bohemian Rhapsody.

Quando Freddie prese coscienza della propria omosessualità, la relazione sentimentale finì, ma il legame no: Mary rimase per sempre la sua confidente più stretta, la persona di cui si fidava ciecamente. «Per me è stata l’unica», dirà in sostanza Freddie in più interviste, definendola l’unico vero amore della sua vita. Alla sua morte, nel 1991, le lasciò la sua casa londinese e gran parte del patrimonio. È a Mary che venne affidato il segreto del luogo dove riposano le sue ceneri, mai rivelato.

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Dal vivo: quando il pubblico cantava al posto di Freddie

In studio il brano è un piccolo gioiello barocco, con l’arpa e le chitarre sovraincise di Brian May. Ma è dal vivo che Love of My Life divenne leggenda: riarrangiata per voce e chitarra acustica a dodici corde, si trasformò in un momento di comunione con il pubblico.

Dal vivo la canzone apparteneva più al pubblico che alla band.

Il culmine arrivò al Rock in Rio del 1985, davanti a centinaia di migliaia di persone: Freddie smise di cantare e lasciò che fosse la folla brasiliana a portare avanti la melodia, parola per parola, mentre lui ascoltava visibilmente commosso. Da allora, in ogni concerto, la canzone apparteneva più al pubblico che alla band. Ancora oggi, quando Brian May la esegue nei tour dei Queen, il microfono resta puntato verso la platea — e su schermo appare Freddie.

Curiosità: nella versione in studio l’arpa non è suonata da un arpista di professione, ma da Brian May, che la registrò accordo per accordo, montando poi i frammenti in un’unica esecuzione. Un lavoro di pazienza tipico del metodo Queen di quegli anni.

80 anni di Freddie Mercury: perché la sua voce è ancora ovunque

Farrokh Bulsara, nato a Zanzibar il 5 settembre 1946, è diventato Freddie Mercury: probabilmente il più grande frontman della storia del rock. A 80 anni dalla nascita e a 35 dalla scomparsa, la sua musica non ha mai smesso di girare, tra nuove generazioni arrivate ai Queen grazie al cinema e allo streaming.

Ma se l’immagine pubblica di Freddie è quella del performer istrionico e sopra le righe, Love of My Life ci consegna l’altra metà del ritratto: un uomo capace di una tenerezza disarmante, che alla persona amata dedicò la più delicata delle sue canzoni. Ed è forse per questo che, ottant’anni dopo, è ancora la sua dichiarazione d’amore più creduta.

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