Sanremo è finito ma le polemiche sanremesi ancora no: sembrerebbe infatti che diversi cantanti ed autori dei brani in gara si siano ispirati – più o meno consapevolmente forse – a versi e melodie di canzoni già esistenti. Ed i tre brani sul podio dell’edizione 2010 non sono esenti da tali accuse….ma vediamole nel dettaglio.

Morgan (ebbene sì, ancora lui) ha accusato formalmente Marco Mengoni di plagio, procedendo di conseguenza per vie legali. L’ex giudice di X Factor sostiene di aver scritto di suo pugno una parte della canzone “Credimi ancora” in occasione della finale del talent show che ha visto poi vincere il talento di Ronciglione. Il brano in quell’occasione non sarebbe stato tuttavia utilizzato, ma ora Morgan, che salta con la disinvoltura di un canguro di polemica in polemica, intende apporvi la sua firma. Marco Mengoni ha affidato la gestione della vicenda ai suoi legali, sostenendo che l’ex Bluvertigo starebbe approfittando del momento di successo del brano per far parlare ulteriormente di sè. Non sappiamo se alla base di questo gesto vi sia del rancore passato, se Morgan abbia voluto riscattare la sua mancata partecipazione, oppure se effettivamente vi sia un fondo di verità…

Anche il vincitore Valerio Scanu è stato accusato di plagio, poichè la sua canzone richiama fortemente il brano di Gatto Panceri intitolato Di Te. Il brano sanremese di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, ricorderebbe invece fortemente “Il portiere di notte” di Enrico Ruggeri, oltre a richiamare all’orecchio il famosissimo brano “Over the rainbow”.

Ma la lista dei cantautori che si sarebbero liberamente ispirati ad altri non finisce qui: nel calderone dei presunti “scopiazzatori” troviamo anche Nina Zilli, che avrebbe ripreso l’arrangiamento che Mark Ronson prestò alla Amy Winehouse nella canzone Back to black, che era già simile a Non ti scordar mai di me di Giusy Ferreri. Tony Maiello si sarebbe ispirato a La Solitudine di Laura Pausini; Luca Marino a Così piccola e fragile di Drupi; Nino D’Angelo ad una canzone popolare pugliese, La Tarantella del Gargano; Noemi – o meglio il suo autore – invece ad una canzone di Daniele Babbini, Oggi Però.

Da un lato viene da chiedersi quanto ci sia di veritiero in tutte queste accuse, dal momento che ovviamente ognuno di noi possiede una cultura musicale dalla quale non è possibile separarsi e che forse, anche inconsciamente, potrebbe influenzare l’ascolto di nuove canzoni; dall’altro invece sembra allarmante la mancanza di creatività e di fantasia che risulta dall’edizione 2010 di Sanremo. Stupisce anche il fatto che cantanti di grande e riconosciuto talento come Irene Grandi o Enrico Ruggeri o altri siano passati quasi inosservati, a scapito invece di cantanti come Valerio Scanu o Emanuele Filiberto, che sono più che altro personaggi televisivi. Ma allora questo Sanremo l’ha vinto la televisione oppure la musica? Voi cosa ne pensate?

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