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Quando ero piccola ( avrò avuto 7-8 anni negli anni '70) ,in casa avevamo un disco 45 giri con la canzone "Angelita". La ascoltavo tanto per conto mio perchè mi piaceva. Non sapevo assolutamente di cosa si trattasse. Avevo però intuito da sola che si trattava della storia di una bambina che era stata trovata viva da dei signori (non sapevo assolutammente fossero i soldati americani) e che poi è morta e che i signori che si erano affezionati a lei anche se non sapevano chi fosse avevano scelto di chiamarla Angelita . E' stata la prima volta che ho imparato che c'era un posto che si chiamava Anzio. Ancora oggi appena in qualsiasi modo o per qualsiasi motivo viene pronunciata la località di Anzio subito mi viene in mente prima di tutto la canzone "Angelita" e le "quattro conchiglie ripiene di sabbia che stringeva nella sua piccola mano".Riascoltando stasera la canzone, dopo tanti anni, sul vostro sito,ho vissuto nuovamente una grande emozione. E ora di terribili cose sulla Storia..... ne so molte e molte di più.... Grazie che avete accolto questa semplice testimonianza.
Angelita di Anzio è il titolo di una canzone italiana del 1964 del gruppo musicale Los Marcellos Ferial nella quale si narra poeticamente la vicenda accaduta ad una bambina di identità ignota, la quale fu protagonista di uno degli episodi più toccanti in merito alla Seconda Guerra Mondiale . I contorni salienti di tale episodio sono qui di seguito descritti. Le Fonti da cui la vicenda è tratta sono affidabili poiché trattasi di testimonianze autentiche, direttamente trasmesse fino a noi a partire dai commilitoni Alleati e dai loro diretti "intervistatori" e cronisti di guerra
nella località spiaggia di Anzio, una bambina dell'apparente età di circa cinque anni fu trovata sola, in palese stato di disperazione, errante in lacrime sulla spiaggia della costa laziale all'altezza di Anzio al momento dello sbarco alleato nell'ambito dell'Operazione Shingle nel gennaio del 1944. Secondo la versione più conosciuta e accreditata della vicenda, il soldato scozzese del Royal Scots Fusiliers, Christopher S. Hayes, ed alcuni suoi commilitoni, (unitamente, forse, ad alcuni soldati brasiliani), accolsero la bimba, poiché non riuscirono a trovare i genitori della bambina, con tutta probabilità dispersi se non già deceduti sotto le "azioni" belliche, la adottarono, dandole il nome di Angelita. la bimba errava in lacrime, sommariamente vestita, non riuscendo a ritrovare i suoi genitori...stringevano le sue piccole mani quattro conchiglie ripiene di sabbia, quasi a trattenere inconsciamente in lei, piccola sfortunata creatura, un pezzetto di candida, infantile, speranza che la vita non le stia sfuggendo via,
Alcuni giorni dopo essere stata adottata, quando la reazione tedesca si era ormai fatta decisa, lei bambina, parzialmente riavutasi dal profondo trauma psichico e spirituale, morì sotto i colpi del nemico durante un bombardamento. Perì insieme ad una crocerossina alla quale era stata affidata
Angelita di Anzio è il titolo di una canzone italiana del 1964 del gruppo musicale Los Marcellos Ferial nella quale si narra la vicenda accaduta ad una bambina di identità ignota, la quale fu protagonista di uno degli episodi più toccanti in merito alla Seconda Guerra Mondiale . I contorni salienti di tale episodio sono qui di seguito descritti. Le Fonti da cui la vicenda è tratta sono affidabili poiché trattasi di testimonianze autentiche, direttamente trasmesse fino a noi a partire dai commilitoni Alleati e dai loro diretti "intervistatori" e cronisti di guerra
Storia
Una bambina dell'apparente età di circa cinque anni fu trovata sola, in palese stato di disperazione, errante in lacrime sulla spiaggia della costa laziale all'altezza di Anzio al momento dello sbarco alleato nell'ambito dell'Operazione Shingle nel gennaio del 1944. Secondo la versione più conosciuta e accreditata della vicenda, il soldato scozzese del Royal Scots Fusiliers, Christopher S. Hayes, ed alcuni suoi commilitoni, (unitamente, forse, ad alcuni soldati brasiliani), accolsero la bimba, la consolarono e poiché non riuscirono a trovare i genitori della bambina, con tutta probabilità dispersi se non già deceduti sotto le "azioni" belliche, la adottarono, dandole il nome di Angelita.
Alcuni giorni dopo essere stata adottata, quando la reazione tedesca si era ormai fatta decisa, Angelita, parzialmente riavutasi dal profondo trauma psichico e spirituale, morì sotto i colpi del nemico durante un bombardamento. Perì insieme ad una crocerossina alla quale era stata affidata.
(Da Wikipedia)