Riprendiamo il discorso del taglio di frequenze riguardante anche gli ultimi 2 articoli. Questa volta parleremo di frequenze di taglio degli elementi di una batteria, quali la cassa, il rullante i tom e gli overheads, e del pianoforte/tastiera.
La cassa del set di batteria – o grancassa, come si diceva una volta – è uno strumento caratterizzato da frequenze basse, ma non solo.
La maggior parte del suono di un colpo di cassa è effettivamente nelle frequenze basse, ma ci sono anche altre componenti. Provando a dare un boost verso i 1000 Hz è possibile percepire uno “schiocco” in più nel suono, qualcosa che dà alla cassa una maggiore vitalità e può essere utile in molti mix.
In genere comunque è buona norma un po’ di enfasi sui 100 Hz per la profondità e un lieve taglio 250-750 Hz per ridurre l’effetto “cartone”.
Un buon “trucchetto” per rendere più presente e profondo il suono del rullante è un boost attorno ai 250 Hz.
Un’altra frequenza importante è sui 100 Hz. Un lieve boost darà più corpo al suono ma lo scurirà.
Può essere inoltre utile un boost attorno ai 5000 Hz (o un po’ più su, fino ai 10000 Hz) se volete rendere il suono più brillante.
Infine, se il rullante ha quel caratteristico suono “di cartone”, provate un lieve taglio sulle frequenze tra i 250 Hz e i 750 Hz.
Un lieve boost sui 100 Hz darà – come per tutti i suoni percussivi – maggiore profondità. Anche i tom possono avvantaggiarsi di un po’ di taglio, stavolta tra i 350 Hz e i 700 Hz, per un suono più naturale. Per aggiungere brillantezza in genere una buona frequenza da enfatizzare sono i 5 kHz.
Attenzione: se stete microfonando tom e piatti insieme con i microfoni overhead, tenetene conto! In questo caso è bene aggiungere un po’ di boost tra gli 8 kHz e i 10 kHz.
Come già detto, per la brillantezza dei piatti è indicato un boost tra gli 8 kHz e i 10 kHz. Se state microfonando anche i tom con gli overhead, vedete sopra.
PIANO

Il piano è uno strumento che copre praticamente tutto lo spettro ed è per questo motivo molto difficile da equalizzare.
Distinguiamo però tra un pianoforte solista ed uno che va integrato con altri strumenti.
Il pianoforte solista, se è stato microfonato correttamente, non necessita di alcuna equalizzazione. Se si è costretti a ritocchi vuol dire che i microfoni sono stati piazzati in modo errato. Il mio consiglio è di imparare a microfonare il piano in modo adeguato, evitando cancellazioni di fase e cercando di prelevare tutte le frequenze dello strumento.
All’interno di un mix con altri strumenti potrebbe rendersi necessario qualche piccolo aggiustamento, ma non ci sono consigli di massima e quindi dovrete affidarvi alle vostre orecchie.
Quanto detto vale per un pianoforte acustico: i piani elettrici o campionati sono pre-equalizzati e non richiedono interventi particolari. Forse può essere utile un lieve taglio sui bassi e un leggero boost sugli alti per una migliore integrazione nel mix, ma questo va valutato sul momento.
Daniele RAVAIOLI

Effetti del mastering Audio: L’Equalizzazzione del suono
Effetti del mastering Audio: L’Equalizzazzione del suono 2/4