
L’equalizzazione (Parte 2/4)
Riprendiamo il discorso terminato nell’ultimo articolo riguardo le frequenze ed il loro perfezionamento.
Una volta individuate sul nostro equalizzatore parametrico, vediamo da vicino come possiamo tagliare eventuali frequenze che non piacciono al nostro orecchio.
E’ un’opinione diffusa che non c’è nulla che sia utile riprodurre al di sotto dei 40 Hz! Ma durante un’esecuzione live, viene effettuato un taglio complessivo sotto questa frequenza perchè aiuta a ridurre eventuali rumori sul palco, riduce l’effetto di “rimbombo” che può essere causato dalle frequenze del basso e della cassa, aumenterà l’headroom degli amplificatori e in generale farà suonare il mix complessivamente più “pulito”.
Questa naturalmente sarebbe una follia in studio durante una registrazione.
Molti mixer, così come molti amplificatori, hanno un’apposita funzione per operare questo taglio.
Allo stesso modo, molti strumenti che hanno un’estensione media o medio alta (microfoni per voci o fiati, chitarre, tastiere) possono subire un taglio delle frequenze basse senza alcuna perdita direttamente sul canale. Questo taglio può essere realizzato sui 75-100 Hz.
Molti microfoni (solo come esempio cito il classico AKG C-414) dispongono di un controllo per il taglio sotto i 75 Hz direttamente sulla capsula.
Una cosa risaputa ed anche ovvia è che la maggior parte dei microfoni hanno una risposta molto accentuata sulle frequenze medie. Un taglio sui medi ed un lieve boost dei bassi e degli alti possono compensare questa caratteristica.
E’ importante però, ricordando che ogni voce è differente ed ha le sua caratteristiche proprie, adattare questa impostazione di massima alle varie situazioni. Una voce femminile particolarmente leggera ed “eterea” potrebbe avere bisogno di un boost sui bassi e sui medi, mentre una voce maschile molto bassa e profonda potrebbe avere bisogno di un taglio sui bassi e di un boost negli alti e nei medi.
Le frequenze importanti da tenere in considerazione, in generale, sono intorno ai 3 kHz e tra i 7 e i 10 kHz: un boost in queste regioni darà un po’ di brillantezza in più alla voce qualsiasi siano le sue caratteristiche.
Inoltre tenete conto che la voce umana ha vari range possibili a seconda del sesso, dell’età, del particolare individuo e dell’impostazione.
In generale un baritono dovrebbe coprire un’estensione tra i 150 e i 500 Hz circa, un soprano tra i 300 e i 1150 Hz circa; ricordate però che le loro voci produrranno anche tutte le conseguenti armoniche e quindi in realtà saranno presenti molte frequenze al di sopra di questi range, che si riferiscono solo alle note fondamentali.
BASSO ELETTRICO
Il basso elettrico è spesso equalizzato in modo sbagliato, e ciò è dovuto ad una effettiva difficoltà nell’integrare queste frequenze all’interno del mix.
Invece di enfatizzare le frequenze basse (con un tipico effetto da scossone ai vetri delle finestre) e soprattutto durante un’esecuzione live, una buona idea può essere un taglio attorno ai 400 Hz per liberarsi dello spiacevole effetto causato dalle frequenze basse in molti locali, e dare invece un po’ di boost attorno ai 1500 Hz per dare più presenza al suono. Il basso in questo modo si ritaglierà un suo spazio nel mix senza confondersi con altri suoni e ne guadagnerà in definizione, mantenendo le proprie caratteristiche nelle frequenze basse.
In studio il suono di basso va trattato in modo differente di volta in volta a seconda delle necessità del missaggio. Un consiglio che può valere in generale è di cercare con cura le frequenze che si “impastano” e provare a realizzare dei tagli corrispondenti sulla traccia di basso.
Nel prossimo articolo parleremo dei tagli di frequenza delle chitarre batterie, chitarre e tastiere.
Daniele RAVAIOLI
danirava@yahoo.it
Effetti del mastering Audio: L’Equalizzazzione del suono
Effetti del mastering Audio: L’Equalizzazzione del suono 3/4