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Effetti del mastering Audio: La compressione del suono (VST intrument – meter, threshold, ratio, gain, attak, release – Cubase song) MUSIK MAKER

Daniele RAVAIOLI, 5 novembre 2009, Nessun commento

compressore rack

In questo numero introduco uno degli effetti, essenziale anche in un piccolo studio di registrazione casalingo, di cui i suoni, inseriti nelle singole tracce della composizione, non possono fare a meno: la COMPRESSIONE.

Il Compressore Audio

E’ molto probabile che in fase di registrazione ci saranno dei momenti in cui, ad esempio, il batterista picchia più forte ed altri in cui il suo tocco è più morbido; questo è valido anche per il tastierista o per chi suona strumenti a fiato.

Un fonico da studio non può certo prevedere tutti questi diversi momenti della song e per questa ragione ci viene incontro la funzione di un compressore, rack o virtuale che sia, che raccoglie il segnale dello strumento e lo restituisce al mixer sempre sullo stesso livello di dinamica.

Daniele RAVAIOLI

Al di là di un funzionamento automatico, nell’’uso manuale è fondamentale capire tutti i parametri da regolare per ottenere il massimo da questo strumento: il valore del threshold informa il compressore che deve entrare in azione solo da una certa soglia in poi, dopo di chè un meter; (molto spesso un display grafico con i livelli del segnale) mostra l’importo della riduzione.

Quando il segnale in ingresso supera le impostazioni date al threshold, viene applicata una riduzione del gain a seconda delle impostazioni che noi diamo al parametro ratio il quale range tipico va da 1:1 (nessuna riduzione) ad infinito:1; in quest’ultimo caso il compressore taglierà drasticamente il livello che supera i parametri assegnati al threshold. (questa condizione è conosciuta anche come limiting, perchè in tal caso il threshold imposta una soglia oltre la quale il segnale non può andare).

compressore su mixer In poche parole, non accade nulla fin quando il segnale non raggiunge il livello impostato nel Threshold, al suo superamento, invece, avviene la compressione vera e propria del suono, a seconda della quota di riduzione del livello del segnale, cioè il Ratio.

Altro fondamentale paramentro è l’attak (tempo di attacco) che definisce entro quando mS (millisecondi) il compressore deve entrare in azione una volta superato il livello impostato nel threshold.

Alcuni compressori sono impostati per diminuire drasticamente il livello, altri invece lo fanno progressivamente in maniera più soft (questi ultimi sono i compressori più efficaci perchè la loro azione è quasi trasparente).

Con impostazioni veloci il segnale viene controllato immediatamente, con attacchi più lenti invece il compressore entrerà in funzione successivamente; quest’ultima soluzione viene utilizzata per esaltare le caratteristiche degli strumenti percussivi come le chitarre o la batteria.

Nella maggior parte dei casi l’attacco (attak) viene impostato tra 1 e 20 mS mentre sulla voce, molto spesso, valori molto bassi ottengono risultati migliori.

In ultimo, ma non di importanza è il parametro release il quale definisce quanto tempo il compressore deve impiegare per riportare il segnale al livello originale. Se il release viene impostato con un valore molto basso,compressore virtuale e cioè veloce, si crea il classico effetto ‘pump’, in altre parole sentiremo il livello del segnale che va su e giù, mentre, se il tempo di release è troppo lungo il livello potrebbe non essere ripristinato prima che questi superi ancora la soglia del threshold.

Una buona impostazione per il RELEASE è quella che va tra gli 0.2 e i 0.6 secondi.

Alcuni modelli di compressore hanno delle funzioni automatizzate legate ai parametri di attack e release.

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